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Palazzina crollata a Niscemi, la frana non ferma la sua corsa nel centro abitato

Pubblicato il 31 Gennaio 2026da

Un boato sordo ha rotto il silenzio di una Niscemi ferita, segnando il momento esatto in cui una palazzina di tre piani è stata inghiottita dal vuoto. Erano circa le 13:00 quando lo stabile, già seriamente compromesso dai movimenti del terreno, è precipitato nel precipizio sottostante. Il crollo è la conseguenza diretta di una vasta frana che sta devastando una porzione significativa del centro abitato, alimentata da oltre 48 ore di piogge battenti che hanno reso il fango pesante e il suolo instabile. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’intera sequenza, documentando una tragedia annunciata che si è consumata sotto gli occhi impotenti della comunità.

Nessuna vittima tra le macerie ma l’emergenza sfollati peggiora

Nonostante la spettacolarità e la violenza dell’evento, il bilancio non registra fortunatamente alcun ferito. L’edificio si trovava infatti all’interno della “zona rossa”, un’area che le autorità avevano già provveduto a sgomberare nei giorni precedenti proprio per l’alto rischio idrogeologico. Se il pericolo per la vita umana è stato evitato grazie alla prevenzione, il dramma sociale resta pesantissimo. A oggi, il numero delle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni ha raggiunto vette critiche, con una stima che oscilla tra i 1.300 e i 1.500 sfollati. Intere famiglie hanno dovuto abbandonare i ricordi di una vita, portando con sé solo lo stretto necessario mentre il costone continuava a scivolare verso il basso.

Il fronte della frana si estende verso il cuore del paese

La situazione resta di estrema emergenza e i tecnici della Protezione Civile sorvegliano il fronte con massima allerta. Il movimento franoso non accenna a fermarsi e, al contrario, sembra estendersi pericolosamente verso il cuore del paese. Nuove crepe si sono aperte sul terreno in aree precedentemente ritenute stabili, creando un clima di incertezza e paura tra i residenti. Sotto osservazione non ci sono solo le civili abitazioni, ma anche alcuni edifici storici che rappresentano l’identità culturale di Niscemi. Le prossime ore saranno cruciali per capire se il fango concederà una tregua o se sarà necessario procedere con ulteriori e massicce evacuazioni per mettere in sicurezza la popolazione.

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