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Piccoli mammiferi in pericolo: le impronte digitali svelano lo stato di salute del pianeta

Pubblicato il 30 Gennaio 2026da

Mentre l’attenzione del mondo si concentra spesso sul declino di icone della natura come leoni e panda, una crisi ben più silenziosa e potenzialmente devastante sta colpendo i piccoli mammiferi. Questi minuscoli animali stanno scomparendo a ritmi allarmanti, portando con sé conseguenze incalcolabili per gli equilibri della biodiversità. I piccoli mammiferi sono infatti indicatori potentissimi della salute ambientale, ma tracciarli è sempre stata una sfida complessa poiché molte specie diverse occupano ruoli ecologici distinti pur apparendo quasi identiche allo sguardo umano.

La tecnologia al servizio della conservazione non invasiva

Un team di ricercatori ha sviluppato un metodo innovativo per identificare e monitorare queste creature analizzando semplicemente le loro impronte. La sperimentazione, condotta su due specie di sengi quasi indistinguibili, ha raggiunto tassi di precisione del 96%, offrendo uno strumento promettente per la scienza della conservazione. «Avevamo due motivazioni principali», spiega la dottoressa Zoë Jewell della Duke University, co-autrice dello studio pubblicato su Frontiers in Ecology and Evolution. «Cercare un modo più etico e scientificamente robusto per monitorare anche le specie più piccole e fornire un parametro affidabile per l’integrità dell’ecosistema, una sorta di nuovo battito cardiaco per il pianeta».

Perché la distinzione tra specie criptiche è fondamentale

Spesso è possibile distinguere tra specie cosiddette criptiche solo attraverso l’analisi del DNA, un processo lento, invasivo e costoso. Sapere esattamente chi abita un territorio è invece vitale: nel caso dello studio, una specie di sengi vive esclusivamente in habitat rocciosi mentre l’altra predilige la sabbia. Ognuna risponde in modo indipendente alle minacce ambientali e agisce come un sensore specifico per il proprio ambiente. Sebbene i loro corpi si somiglino, la forma dei piedi lascia segni distinti che un modello computerizzato può oggi riconoscere con estrema accuratezza.

Dal campo al laboratorio: il successo della ricerca in Sudafrica

Il lavoro sul campo si è svolto in Sudafrica, nelle riserve di Telperion e Tswalu Kalahari. I ricercatori hanno utilizzato trappole etiche imbottite con cibo prelibato come burro d’arachidi e avena per catturare gli esemplari, trasferendoli poi in scatole dove, grazie a polvere di carbone e carta speciale, i sengi hanno lasciato le loro tracce. Gli animali sono stati poi liberati incolumi. Le immagini ad alta risoluzione delle impronte sono state elaborate tramite software di morfometria, isolando nove caratteristiche chiave capaci di identificare la specie con una precisione chirurgica. Questo sistema economico e non invasivo permette ora di tracciare i cambiamenti nelle popolazioni e nelle aree geografiche, adattandosi potenzialmente a ogni ecosistema terrestre.

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