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Niscemi:la nottata trascorsa tra boati e nuovi crolli.

Pubblicato il 30 Gennaio 2026da

Aggiornamento ore 6.30

Niscemi continua a scivolare sotto il peso di una pioggia che non accenna a diminuire. Nella notte appena trascorsa, nuovi cedimenti e il fragore sinistro dei crolli hanno tenuto sveglia la popolazione in provincia di Caltanissetta. La frana è ancora attiva e la zona rossa è destinata inevitabilmente ad allargarsi per garantire la sicurezza dei residenti. Il fronte del movimento franoso ha raggiunto dimensioni impressionanti, stimabili in circa 350 milioni di metri cubi di materiale in movimento. Per rendere l’idea della gravità, il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha tracciato un paragone inquietante con il disastro del Vajont, che vide coinvolti 263 milioni di metri cubi.

Primi aiuti per gli sfollati e blocco dei mutui

La situazione è drammatica per le 1500 persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Di fronte a questa emergenza, iniziano ad arrivare i primi provvedimenti concreti da parte delle istituzioni. È stata disposta la sospensione del pagamento dei mutui per i cittadini colpiti e, per evitare futuri rischi, è stato imposto un divieto assoluto di costruzione in un’area che si estende per ben 25 chilometri quadrati. Il Ministro Nello Musumeci, durante un’informativa al Consiglio dei Ministri, ha confermato che sono già in corso le attività per il ripristino dei servizi essenziali, mentre prosegue il monitoraggio tecnico per valutare l’entità dei rischi residui.

Monitoraggio tecnologico tra droni e satelliti

Per studiare l’evoluzione della frana e la velocità del movimento del terreno, le autorità stanno mettendo in campo le migliori tecnologie disponibili. Oltre all’utilizzo costante dei droni, è stata coinvolta l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) per acquisire dati satellitari ad alta precisione. Questi strumenti permetteranno di definire con esattezza la dinamica dello smottamento. Tuttavia, resta l’amarezza per un pericolo che era noto da almeno trent’anni. Si parla di possibili omissioni avvenute dopo la frana del 1997, un aspetto su cui verrà avviata un’indagine amministrativa per accertare eventuali responsabilità nel mancato contenimento del rischio idrogeologico.

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