Auto dei Carabinieri

Giallo sui Nebrodi: tre cacciatori uccisi a colpi di fucile nei boschi di Montagna Reale

Pubblicato il 28 Gennaio 2026da

Un triplice omicidio ha scosso la tranquillità delle montagne del messinese nel tardo pomeriggio di oggi. In una zona impervia e boschiva di Montagna Reale, precisamente in contrada Caristia, sono stati rinvenuti i cadaveri di tre uomini, crivellati da colpi di arma da fuoco. Le vittime, uscite alle prime luci dell’alba per una battuta di caccia al cinghiale, non avevano fatto rientro a casa, innescando l’allarme dei familiari e di un amico che, preoccupato per il silenzio, si è messo sulle loro tracce fino alla macabra scoperta. La scena che si è presentata ai soccorritori e alle forze dell’ordine descrive un’esecuzione brutale o un tragico conflitto a fuoco, i cui contorni restano ancora tutti da chiarire.

L’identikit delle vittime e la dinamica

Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti, le vittime sono tre cacciatori esperti. Si tratta di un anziano di 82 anni originario di Patti e di due uomini residenti a Barcellona Pozzo di Gotto. I tre erano regolarmente armati di fucile per l’attività venatoria. La zona del ritrovamento, situata sopra la frazione di Caristia, è nota per essere particolarmente difficile da raggiungere, caratteristica che rende complesse le operazioni di rilievo. I carabinieri e il magistrato di turno della Procura di Patti, giunti immediatamente sul posto, hanno isolato l’area rendendola off-limits per consentire alla scientifica di raccogliere ogni possibile elemento balistico utile a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Le indagini: esclusa per ora la pista mafiosa

La Procura di Patti ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo. Nonostante la modalità dell’uccisione – i corpi raggiunti da molteplici proiettili – possa evocare scenari legati alla criminalità organizzata, le prime indiscrezioni filtrate dagli ambienti investigativi sembrerebbero escludere legami diretti tra le vittime e associazioni mafiose. Al momento, l’ipotesi prevalente si muove nel campo dei conflitti personali o di dinamiche legate al mondo venatorio, sebbene nessuna pista venga scartata a priori. Gli inquirenti stanno ascoltando in queste ore l’amico che ha lanciato l’allarme al Numero Unico di Emergenza 112, la cui testimonianza potrebbe rivelarsi cruciale per capire se i tre avessero appuntamenti o contenziosi in sospeso. La comunità dei Nebrodi resta ora in attesa di verità su un massacro che ha trasformato una giornata di sport in una tragedia inspiegabile.

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