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Artemis II, la storia del volo umano torna in orbita intorno alla Luna

Pubblicato il 27 Gennaio 2026da

Il conto alla rovescia per il ritorno dell’uomo nelle vicinanze del suolo lunare è ufficialmente iniziato. Il 7 febbraio 2026, alle ore 3:41 italiane, il potente razzo Space Launch System della NASA potrebbe staccarsi dal Launch Pad 39B del Kennedy Space Center in Florida. Sulla sua sommità viaggerà la capsula Orion Integrity, protagonista della missione Artemis II. Nonostante il piano di volo non preveda ancora l’allunaggio, l’equipaggio composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen vivrà un’esperienza straordinaria sorvolando il lato lontano del nostro satellite. La conferma definitiva della data dipenderà dall’esito del Wet Dress Rehearsal, il test di caricamento del propellente previsto per i primi giorni di febbraio, e dalle condizioni meteorologiche. Al momento, i preparativi procedono senza intoppi significativi, alimentando l’entusiasmo per un evento che segna il 250º anniversario dell’America.

Il legame con i pionieri del volo e il tessuto dei fratelli Wright

Oltre agli astronauti e a una scheda SD contenente i nomi di migliaia di appassionati, la navicella Orion trasporterà una selezione di oggetti dal profondo valore storico. Tra i cimeli più iconici spicca un frammento di mussola, un pezzo di tessuto di circa 2,5 centimetri proveniente direttamente dal Wright Flyer, l’aeroplano con cui i fratelli Wright compirono il primo volo a motore della storia. Questo frammento, concesso dal museo Smithsonian, rappresenta un ponte ideale tra i primi timidi distacchi dal suolo terrestre e l’esplorazione dello spazio profondo. Curiosamente, un pezzetto dello stesso tessuto aveva già viaggiato a bordo dello Space Shuttle Discovery nel 1985, confermando la tradizione della NASA di onorare le radici dell’aviazione durante le tappe fondamentali della conquista spaziale.

Bandiere storiche e memorie del programma Apollo

Il carico simbolico prosegue con una bandiera statunitense di 33 per 20 centimetri che vanta un curriculum spaziale d’eccezione: ha volato sia durante la prima missione dello Space Shuttle che nell’ultima, oltre a essere stata a bordo della Crew Dragon di SpaceX. Artemis II porterà in orbita anche la bandiera originariamente preparata per la missione Apollo 18, che non ebbe mai luogo a causa della cancellazione del programma negli anni Settanta. Per onorare ulteriormente quell’epoca d’oro, all’interno della capsula si troverà la copia di un negativo fotografico della sonda Ranger 7, uno strumento fondamentale che decenni fa permise di mappare la superficie lunare e individuare i siti di atterraggio sicuri per le missioni Apollo.

Semi dello spazio e omaggi internazionali per il futuro

La missione guarda anche alla scienza e alla cooperazione globale. A bordo di Orion voleranno campioni di suolo raccolti alla base degli “alberi lunari” cresciuti dai semi portati in orbita durante Artemis I. L’agenzia spaziale canadese contribuirà con nuovi semi che verranno distribuiti al termine della missione per scopi educativi. La lista degli oggetti è lunghissima e include oltre 50 bandiere nazionali, stemmi dell’ESA, patch dedicate al futuro Lunar Gateway e persino adesivi che celebrano le popolazioni indigene del Canada, come il popolo degli Innu. Non mancano tocchi di cultura popolare, come le spille di Snoopy e semi di zinnia e peperoncino, a dimostrazione di come Artemis II non sia solo una prova tecnica di volo, ma un manifesto della storia e delle aspirazioni dell’intera umanità.

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