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Ciclone Harry devasta la Sicilia, la CNA invoca lo stato di calamità: «Imprese in ginocchio»

Pubblicato il 22 Gennaio 2026da

Di fronte alla devastazione senza precedenti causata dal passaggio del ciclone Harry, che ha flagellato ampie porzioni del territorio siciliano, la CNA Sicilia alza la voce. L’associazione di categoria ha lanciato una richiesta perentoria ai governi regionale e nazionale affinché vengano attivati interventi immediati e concreti. Non c’è tempo da perdere: artigiani, commercianti, cittadini e amministrazioni locali si trovano a fare i conti con danni ingenti a infrastrutture, abitazioni e attività produttive. La risposta delle istituzioni, secondo la Confederazione, deve essere straordinaria e priva di esitazioni per evitare il collasso definitivo del tessuto economico isolano.

Niente alibi burocratici

La gravità della situazione impone un cambio di passo deciso rispetto alle consuete tempistiche amministrative. Filippo Scivoli, presidente di CNA Sicilia, fotografa una realtà drammatica in cui non c’è spazio per rinvii o scuse. «La gente e le imprese sono in ginocchio. Davanti a eventi di questa portata, non ci sono alibi burocratici che tengano», ha dichiarato il presidente. L’appello è diretto ai vertici della Regione affinché ascoltino il «grido di dolore» proveniente dalle aree colpite. La richiesta è chiara: dichiarazione immediata dello stato di calamità e stanziamento urgente dei fondi necessari, poiché molte aziende, già provate dal passato, rischiano ora la chiusura definitiva se lasciate sole.

Un metodo condiviso per la ripartenza

Non si tratta solo di stanziare risorse economiche, ma di capire come impiegarle con efficacia. Piero Giglione, segretario di CNA Sicilia, sottolinea l’importanza della strategia operativa. «Oltre ai fondi, serve un metodo», ha precisato Giglione, proponendo l’istituzione immediata di un tavolo di confronto che coinvolga Regione, Protezione Civile, Anci e le associazioni di categoria. L’obiettivo è definire criteri limpidi e snellire le procedure, evitando che la ricostruzione si disperda in mille rivoli amministrativi o si blocchi nelle pastoie della burocrazia. «Il tempo è il fattore più critico: ogni giorno di ritardo è un colpo mortale per l’economia e la tenuta sociale delle aree colpite», ha concluso il segretario.

Assistenza e trasparenza per gli associati

In questa fase critica, l’associazione non si limita a chiedere, ma offre il proprio contributo operativo. La CNA Sicilia ha comunicato la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per una gestione efficiente dell’emergenza, mettendo a frutto la propria conoscenza capillare del territorio. Parallelamente, l’organizzazione si è già attivata per supportare le migliaia di imprese associate nel complesso iter burocratico necessario per le richieste di risarcimento. L’impegno è quello di vigilare affinché le procedure si svolgano con la massima trasparenza e celerità, garantendo un sostegno concreto a chi ha perso tutto o quasi a causa della furia del ciclone.

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