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Piazza Armerina – Lapide per la Liberazione, l’amministrazione risponde al Pd: “Accuse infondate e strumentali”

Pubblicato il 19 Gennaio 2026da

Si accendono i toni del dibattito politico locale in vista delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Dopo l’affondo del Partito Democratico, che aveva sollevato dubbi sulle modalità di posa della lapide commemorativa parlando di rischi legati al revisionismo storico, arriva puntuale e ferma la replica dell’Amministrazione comunale. La maggioranza rispedisce al mittente le critiche, definendole senza mezzi termini «gravi e del tutto infondate». Secondo la nota diffusa dal governo cittadino, la narrazione proposta dall’opposizione sarebbe «falsa e strumentale», costruita ad arte da chi preferisce anteporre gli interessi di bottega a un momento che dovrebbe rappresentare l’unione della comunità.

Il percorso condiviso con l’Anpi

Entrando nel merito della procedura amministrativa, la giunta chiarisce i passaggi che hanno portato alle scelte attuali. L’Amministrazione sottolinea di essersi mossa «nel pieno rispetto dell’indirizzo ricevuto dal Consiglio comunale», il quale prevedeva la collocazione del marmo senza diciture specifiche. Nonostante questo vincolo tecnico, si è deciso di aprire un canale di dialogo. È stato infatti avviato un confronto, definito informale ma sostanziale, che ha coinvolto consiglieri, dirigenti e i referenti dell’Anpi. Questo tavolo di lavoro, si legge nella nota, è stato «ispirato a uno spirito di condivisione e rispetto della memoria storica» ed è stato accolto con favore dagli stessi interlocutori, smentendo di fatto l’immagine di una giunta chiusa al dialogo.

Respinte le accuse di revisionismo

Il passaggio più duro del comunicato riguarda la terminologia usata dagli avversari politici. L’Amministrazione bolla come «scorretto e inaccettabile» l’atteggiamento di chi ricorre alla «calunnia» evocando lo spettro del revisionismo. Tali accuse vengono liquidate come prive di ogni fondamento e mirate esclusivamente a colpire politicamente la giunta, distorcendo la realtà dei fatti. In questo scontro dialettico, emerge la volontà di non accettare lezioni di moralità storica da chi, secondo la maggioranza, sta utilizzando una ricorrenza sacra per la democrazia come clava politica.

L’appello all’unità nazionale

In conclusione, l’Amministrazione ribadisce la linea che intende seguire verso l’anniversario della Liberazione: quella della pacificazione nazionale e della condivisione, lontana dalle «logiche di parte e di partito» attribuite al Partito Democratico. Confermando la volontà di proseguire nel percorso tracciato, il governo locale assicura che continuerà a lavorare con lo spirito «dell’unità, del rispetto della storia e della memoria comune», respingendo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione che possa dividere la cittadinanza in un momento così significativo.

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