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Piazza Armerina, la lapide sulla Resistenza divide: il Pd sollecita Cammarata

Pubblicato il 17 Gennaio 2026da

Torna al centro del dibattito politico locale la questione della lapide commemorativa dedicata alla Resistenza. A risollevare il tema è il Partito Democratico di Piazza Armerina che, insieme ai consiglieri comunali del gruppo, ha diffuso una nota per esprimere il proprio disappunto sulla gestione dell’iter amministrativo da parte del sindaco Cammarata. La vicenda riguarda l’iniziativa approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 10 aprile 2025, che ad oggi attende ancora la sua concreta realizzazione. Gli esponenti dem, pur mantenendo il confronto sul piano istituzionale, non nascondono una certa «amarezza» per quelli che considerano rallentamenti non necessari rispetto a una decisione già assunta dall’aula.

Divergenze sulle modifiche al testo originale

Al di là delle tempistiche, l’attenzione del gruppo di opposizione si concentra sulla forma che l’iniziativa sta assumendo. Secondo quanto riportato nella nota del Pd, l’indirizzo politico fornito dal Consiglio, e sollecitato anche da ANPI e Prefettura di Enna, prevedeva un percorso lineare che però avrebbe subito delle variazioni. I dem segnalano infatti che, dopo una fase di stallo e approfondimenti, si sarebbe giunti a una «alterazione sostanziale del testo». La critica mossa all’amministrazione riguarda proprio la mancata aderenza alla mozione originaria: secondo i consiglieri, la nuova versione rischierebbe di modificare il significato storico e civile che l’organo consiliare aveva inteso attribuire al monumento.

Il dibattito sui valori storici

La nota del Partito Democratico sposta poi l’attenzione sul significato della memoria storica, sottolineando l’importanza di preservare il valore della Resistenza anche nel 2025. I dem contestano l’impostazione che, a loro avviso, tenderebbe verso una «generica riconciliazione» e un livellamento degli ideali. Per il gruppo consiliare, equiparare chi ha lottato per la libertà a chi scelse di combattere al fianco dell’occupante dopo l’8 settembre 1943 rappresenterebbe un errore di prospettiva storica. Una posizione che i firmatari del documento definiscono come un atto di revisionismo che non renderebbe giustizia a chi ha sacrificato la vita per la democrazia, valori su cui si fonda la Repubblica.

Chiesti chiarimenti con un’interrogazione

Per fare chiarezza sulla situazione e comprendere le ragioni delle scelte amministrative, il Partito Democratico ha deciso di utilizzare gli strumenti istituzionali previsti. È stata annunciata la presentazione di «un’interrogazione formale al Sindaco», attraverso la quale si chiederà conto del mancato rispetto delle indicazioni consiliari e dei solleciti ricevuti. L’obiettivo dell’opposizione è riportare la discussione nelle sedi opportune, invitando il primo cittadino a «assumersi la responsabilità politica» della gestione di questa vicenda che tocca la sensibilità di una parte della cittadinanza.

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