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Una “supercazzola” da un milione di euro: la Sicilia e il teatro dell’assurdo

Pubblicato il 15 Gennaio 2026da

Se il Conte Mascetti, l’indimenticabile personaggio interpretato da Ugo Tognazzi in Amici Miei, fosse seduto tra gli scranni dell’Assemblea Regionale Siciliana, probabilmente si alzerebbe in piedi per fare un lento, commosso applauso. Perché quello che è successo nelle scorse ore a Palazzo dei Normanni supera la fantasia cinematografica e atterra, con un tonfo sordo, nella nostra realtà politica. Stiamo parlando di un milione di euro. Soldi pubblici, soldi nostri. Destinati a cosa? Tenetevi forte: ai comuni dotati di “ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale, istituiti nell’ambito dei piani comunali di assetto organizzativo”. Vi sentite confusi? Vi gira la testa cercando di capire di cosa si tratti? Tranquilli, è normale. Non vuol dire assolutamente nulla. È il nulla cosmico elevato a legge regionale.

La trappola linguistica svelata dal Fatto Quotidiano

A raccontare questa vicenda che oscilla tra il grottesco e il drammatico è oggi Il Fatto Quotidiano, anticipando un’inchiesta che vedremo stasera su La7. Danilo Lupo, inviato di Piazzapulita, ha scoperchiato il vaso di Pandora di un sistema che sembra agire con il pilota automatico, scollegato da qualsiasi logica di utilità pubblica. Non si è trattato di un errore di distrazione, o almeno, non nel senso classico del termine. È stato un test. Un esperimento sociale, potremmo dire, condotto dal deputato regionale Ismaele La Vardera. Il suo obiettivo? Dimostrare che all’ARS le leggi e i finanziamenti non passano perché sono utili, giusti o ben scritti. Passano se c’è l’accordo, il “do ut des”, l’occhiolino tra le parti.

Come si approva il nulla

La dinamica è sconcertante nella sua semplicità. La Vardera ha inserito questo emendamento farlocco, scritto in quel “burocratese” oscuro che tanto piace a chi vuole confondere le acque. Una vera e propria “supercazzola”, per restare nella metafora tognazziana. Per farlo approvare, ha finto un accordo politico con il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Il risultato? L’Aula, come un gregge disciplinato, si è accodata. Nessuno ha alzato la mano per chiedere: “Scusate, ma cosa sono gli ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale?”. Nessuno ha letto, o se ha letto, non ha capito e ha votato lo stesso. Perché l’ordine di scuderia era votare. E così, il testo è passato. La provocazione è diventata legge. Un milione di euro stanziato per il vuoto pneumatico.

Un amaro risveglio per i siciliani

Mentre scrivo, non posso nascondere un senso di profonda amarezza. Pensiamo alla Sicilia delle strade colabrodo, degli ospedali in affanno, delle scuole che cadono a pezzi. Pensiamo a quanto quel milione di euro avrebbe potuto fare comodo a un piccolo comune per rifare una piazza, o per garantire l’assistenza ai disabili. Invece, siamo qui a commentare uno scherzo riuscito fin troppo bene. La Vardera ha dimostrato il suo punto: il Re è nudo. Ma noi cittadini restiamo con la sensazione sgradevole di essere spettatori paganti di una commedia che non fa ridere. Questa sera, alle 21:15 su La7, Piazzapulita mostrerà i dettagli di questa follia. Sarà un appuntamento imperdibile per capire come vengono gestite le nostre risorse, ma vi avverto: preparatevi a indignarvi. Perché scoprire che la politica a volte è solo un gioco di specchi e parole vuote fa male. Soprattutto quando il biglietto lo paghiamo noi.

Attilio Franchi per StartNews

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