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L’orrore in diretta social: a Catania genitori indagati per maltrattamenti al figlio

Pubblicato il 14 Gennaio 2026da

Una vicenda di ordinaria follia e violenza domestica scuote il capoluogo etneo, portando alla luce un drammatico spaccato di abusi familiari amplificati dalla distorsione dei social network. La Procura di Catania ha aperto un fascicolo a carico di una coppia, accusata di maltrattamenti aggravati ai danni del figlio di appena undici anni. A far scattare l’allarme e le successive misure cautelari è stato un video, divenuto virale sul web, che documenta le brutali punizioni inflitte al minore.

La violenza documentata per un “like”

Il caso è emerso con prepotenza quando le immagini delle violenze hanno iniziato a circolare sulle piattaforme social. Nel video, registrato dalla stessa madre della vittima, si assiste a una scena agghiacciante: il bambino viene umiliato e percosso violentemente con un grosso cucchiaio di legno. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, quello che avrebbe dovuto essere un ambiente domestico sicuro si era trasformato in un luogo di terrore. La registrazione, paradossalmente, non era stata effettuata per denunciare l’accaduto, ma conservata dalla donna come una sorta di “promemoria” del terrore o, peggio, come strumento di derisione pubblica del figlio, colpevole soltanto di banali monellerie tipiche della sua età.

Le indagini e il provvedimento del Gip

La diffusione del filmato ha permesso agli inquirenti di intervenire tempestivamente. Le indagini hanno rivelato che l’episodio ripreso non era un caso isolato, ma l’apice di un clima di violenza sistematica. Dagli accertamenti sarebbe emerso che non solo il patrigno, esecutore materiale in diverse occasioni, ma anche la madre partecipava attivamente alle punizioni corporali. Di fronte alla gravità degli indizi e alla crudeltà mostrata, il Giudice per le indagini preliminari (Gip) ha rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere, optando tuttavia per un severo divieto di avvicinamento alla persona offesa per entrambi i genitori, al fine di interrompere immediatamente la convivenza traumatica.

Un quadro familiare compromesso

L’approfondimento investigativo ha scoperchiato un contesto di abusi che si estendeva oltre il singolo episodio virale. Secondo quanto appreso, anche le altre tre sorelline del bambino sarebbero state vittime abituali di percosse e metodi correttivi violenti. I bambini sono stati immediatamente allontanati dal nucleo familiare nocivo e affidati alle cure dei nonni materni, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e che vengano valutati percorsi di sostegno psicologico per i minori, costretti a subire violenze fisiche aggravate dall’umiliazione della gogna mediatica.

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