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Sanità siciliana e Pnrr: da Monreale il punto su cantieri e scadenze

Pubblicato il 12 Gennaio 2026da

L’inaugurazione della nuova Casa della comunità di Monreale, avvenuta questa mattina, è stata l’occasione per fare il punto sullo stato di salute — è il caso di dirlo — dei cantieri sanitari in Sicilia. Al di là del taglio del nastro, che ha visto la partecipazione del presidente della Regione Renato Schifani e dell’assessore alla Salute Daniela Faraoni, l’attenzione si è concentrata sui numeri presentati dall’Unità di missione per il Pnrr.

Sul tavolo c’è la “Missione 6 Salute”: un pacchetto di investimenti da 638 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è rispettare il cronoprogramma europeo per consegnare ai cittadini nuove strutture e tecnologie entro il 2026. Vediamo nel dettaglio cosa dicono i dati emersi dal report.

La mappa dei lavori: tra opere consegnate e prossime aperture

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Il piano operativo regionale prevede interventi massicci sulla medicina territoriale, quella che dovrebbe filtrare gli accessi agli ospedali, oggi particolarmente sotto pressione a causa del picco influenzale, come ricordato dallo stesso governatore Schifani nel suo intervento.

Il focus principale riguarda le Case della comunità. Su un totale di 146 strutture programmate in tutta l’isola:

  • 8 sono già operative;

  • 53 hanno i lavori conclusi e sono in fase di attivazione;

  • Per le restanti 85, le Aziende sanitarie hanno presentato un calendario serrato: i cantieri dovrebbero chiudersi progressivamente tra gennaio e marzo di quest’anno, per arrivare al target finale del 31 marzo 2026 con le strutture complete di attrezzature.

Discorso simile per gli Ospedali di comunità, strutture intermedie per le degenze brevi. Ne sono previsti 39: ad oggi 8 hanno completato la fase edilizia, mentre gli altri 31 seguiranno una tabella di marcia che vede la maggior parte delle consegne previste entro la primavera.

Tecnologia e sicurezza sismica

Non si parla solo di nuovi edifici, ma anche di mettere in sicurezza quelli esistenti e di rinnovare le dotazioni tecnologiche. Il report evidenzia che i lavori di adeguamento antisismico (“Ospedali sicuri”) su 12 strutture stanno procedendo con l’obiettivo di chiudere i cantieri entro giugno 2026.

Sul fronte della diagnostica, il piano prevede la sostituzione o l’acquisto di 301 grandi apparecchiature (come Tac e risonanze magnetiche). Un numero superiore al target minimo imposto dall’Europa (che era di 259 unità). Secondo i dati forniti dalla Regione, la quasi totalità di queste macchine è già stata collaudata o è in fase di collaudo, un passaggio tecnico fondamentale per renderle operative al servizio dei pazienti e tentare di aggredire le liste d’attesa.

Le dichiarazioni e le prospettive

Durante la presentazione, l’assessore Faraoni ha sottolineato il rispetto delle scadenze per le Centrali operative territoriali (Cot), snodi logistici fondamentali per la gestione dei pazienti, confermando che i target al 31 dicembre 2025 sono stati raggiunti.

Dalle parole delle istituzioni emerge ottimismo sulla capacità di spesa dei fondi. Il presidente Schifani ha ribadito di aver chiesto “il massimo impegno” ai direttori generali per evitare ritardi. La scadenza finale del 2026 resta il vero banco di prova: sulla carta i numeri tornano, ora la sfida si sposta sulla messa in funzione effettiva dei servizi per i cittadini.


Redazione di StartNews

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