Manuela Acqua interviene con fermezza sulla polemica del Bilancio Partecipato, respingendo le accuse di irregolarità mosse contro il progetto di Bottega Culturale, ad oggi il più votato. L’addetta stampa condanna quelle che definisce «continue illazioni che stanno tentando di delegittimare il lavoro svolto» e contrattacca evidenziando il silenzio delle istituzioni sulla comunicazione del progetto concorrente dell’ARCI. Acqua definisce tale promozione «oggettivamente fuorviante», poiché lasciava intendere una riapertura strutturale del Cinema Grivi impossibile con le risorse disponibili, mentre «si continua paradossalmente a mettere in discussione la correttezza di altri soggetti che hanno invece sempre operato alla luce del sole».
Pur accogliendo con serenità la decisione del Comune di verificare i voti finiti nello spam, l’esponente di Bottega Culturale lancia un duro monito contro chi invoca l’annullamento della procedura. Secondo Acqua, si sta tentando di trasformare uno strumento di partecipazione civica «in un mero strumento di propaganda politica ed elettorale», piegandolo a logiche di schieramento. La nota si chiude ribadendo che «difendere la democrazia partecipata significa anche avere il coraggio di dirlo con chiarezza», rifiutando la distorsione dei fatti e il clima di sospetto che rischia di allontanare i cittadini dalle istituzioni.