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Enna, la Polizia di Stato in prima linea: firmato il protocollo Zeus contro la violenza di genere

Pubblicato il 9 Gennaio 2026 da

Anche Enna segna un punto decisivo nella lotta alla violenza di genere e lo fa attraverso un approccio che guarda dritto alla radice del problema. Questa mattina gli uffici della Questura sono stati teatro di un momento istituzionale di grande rilievo per la sicurezza del territorio. Il Questore di Enna, Salvatore Fazzino, ha infatti stretto la mano ad Aurora Ranno, presidente dell’Associazione Co.tu.le.vi (Contro tutte le violenze), per la firma ufficiale del protocollo Zeus. Si tratta di un’intesa strategica che dota la Polizia di Stato di un nuovo punto di riferimento operativo per la gestione e il trattamento dei soggetti maltrattanti.

Il modello milanese che punta al recupero del maltrattante

L’efficacia di questo strumento non è una scommessa ma una realtà consolidata. Il protocollo Zeus nasce infatti nel 2017 tra le mura della Questura di Milano e si è progressivamente esteso a molte province italiane grazie ai risultati ottenuti sul campo. La sua peculiarità risiede in un cambio di prospettiva fondamentale. Non ci si limita a proteggere la vittima ma si interviene direttamente su chi commette la violenza. I dati raccolti in questi anni parlano chiaro e ci dicono che i soggetti colpiti dal provvedimento di ammonimento del Questore, se inseriti in un percorso di cura specifico, smettono di reiterare i comportamenti violenti.

Una squadra di professionisti per il territorio ennese

L’applicazione del protocollo nel territorio di Enna apre le porte a strategie di contrasto e prevenzione molto più articolate rispetto al passato. Agli autori delle violenze verranno offerti percorsi trattamentali integrati che non sono lasciati al caso ma gestiti da un’équipe multidisciplinare di alto livello. Criminologi, avvocati, psicoterapeuti, educatori e mediatori lavoreranno in sinergia per disinnescare la pericolosità sociale dei soggetti ammoniti. È un lavoro di squadra che mira a trasformare l’approccio repressivo in un percorso di consapevolezza.

Costruire una rete di sicurezza integrata

L’obiettivo finale di questa operazione è la costruzione di una risposta corale ed efficace a un fenomeno che purtroppo riempie ancora troppo spesso le cronache. Attraverso il protocollo Zeus si condivide uno strumento essenziale che favorisce la responsabilizzazione degli uomini maltrattanti. Si rafforza così la prevenzione attraverso una rete territoriale qualificata che agisce prima che la violenza possa sfociare in tragedie irreparabili. Enna dimostra così di voler affrontare la questione con maturità e con tutti i mezzi a disposizione delle istituzioni e della società civile.

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