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Indennità di giunta, il 2026 si apre con lo scontro tra il consigliere Arena e il sindaco Cammarata

Pubblicato il 4 Gennaio 2026da

Se qualcuno sperava che il cambio di calendario portasse un po’ di serenità nel dibattito politico locale, dovrà ricredersi in fretta. Il clima rissoso che ci siamo lasciati alle spalle nel 2025 sembra aver varcato la soglia del nuovo anno senza perdere un grammo della sua intensità. Il 2026 inizia infatti con le polveri già accese su un tema sempre scivoloso e capace di infiammare gli animi: i costi della politica. Al centro del ring ci sono le indennità degli amministratori, argomento che ha innescato un botta e risposta al vetriolo tra il consigliere del Partito Democratico, Andrea Arena, e il sindaco Nino Cammarata.

La stoccata dell’opposizione sulle priorità di bilancio

A sollevare il caso è stato Andrea Arena, che non usa mezzi termini per criticare le scelte della Giunta. Il consigliere dem punta il dito sulla tempistica della delibera, approvata proprio il 31 dicembre. Arena evidenzia una forte contraddizione politica: da un lato la celerità nell’adeguare i compensi, dall’altro il ritardo nell’approvazione del bilancio di previsione 2026, una mancanza che ha costretto l’ente all’esercizio provvisorio. Ma è sui numeri che l’opposizione affonda il colpo. Contrariamente alla narrazione secondo cui i costi sarebbero coperti interamente da fondi esterni, Arena sventola i documenti contabili. I dati indicherebbero che, su un fabbisogno di circa 53 mila euro per l’adeguamento 2025, il contributo regionale copre solo 17 mila euro, lasciando al bilancio comunale un carico di oltre 35 mila euro. Per l’esponente del PD, queste risorse proprie dell’ente avrebbero potuto trovare destinazioni più utili alla comunità, come la manutenzione delle scuole, citando a modello le passate amministrazioni che operavano tagli alle indennità pur di finanziare i servizi essenziali.

Cammarata respinge le accuse e parla di strumentalizzazione

La replica di Nino Cammarata non si è fatta attendere e ha toni altrettanto decisi. Il primo cittadino rispedisce al mittente le critiche, definendole false e diffamatorie. Secondo il sindaco, la variazione degli importi non è frutto di un capriccio o di una scelta discrezionale dell’amministrazione, bensì l’atto dovuto di applicazione di una normativa nazionale, recepita dalla Regione Siciliana già nel 2023. Cammarata tiene a precisare che la cifra di 53 mila euro citata dall’opposizione rischia di essere fuorviante se letta come un aumento del suo compenso personale. L’adeguamento riguarda infatti, a cascata, tutte le cariche istituzionali, inclusi gli assessori e la presidenza del consiglio, mentre la sua indennità mensile si attesta sui 3 mila euro. A riprova della correttezza del proprio operato, il sindaco ricorda di aver rinunciato ad altri emolumenti legittimi, come la tredicesima mensilità e l’indennità di presidenza ATI. Per l’amministrazione, questa polemica appare come un attacco strumentale, studiato appositamente per gettare ombre sui risultati concreti ottenuti, come la recente apertura del nuovo asilo nido.

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