L’anno 2025 si chiude per Enna in un’atmosfera che Legambiente non esita a definire di «curtigliu addumato», tra polemiche accese e posizionamenti strategici in vista delle prossime elezioni amministrative. L’associazione ambientalista sceglie tuttavia di volare alto e di ancorare il dibattito ai dati oggettivi della classifica Ecosistema Urbano. Il capoluogo ereo si piazza al sessantatreesimo posto su centosei città italiane. Un risultato che la conferma come seconda realtà in Sicilia, a un’incollatura dalla virtuosa Ragusa che occupa la cinquantottesima posizione, distanziando nettamente gli altri capoluoghi isolani come Catania e Palermo che chiudono tristemente la classifica. Sebbene si registri la perdita di qualche posizione rispetto all’anno precedente, il calo è imputabile principalmente a una modifica dei parametri di calcolo, che oggi considerano la raccolta differenziata non più come un’avanguardia premiante ma come un prerequisito di normalità.
Le eccellenze ennesi tra aria pulita e gestione dei rifiuti
Ci sono settori in cui Enna dimostra di essere una città virtuosa e moderna. I dati premiano la qualità dell’aria, con parametri eccellenti per quanto riguarda il biossido di azoto e le polveri sottili PM 2.5. Anche sul fronte dei rifiuti la risposta è positiva: la produzione pro-capite si ferma a 407 chilogrammi l’anno, un dato contenuto che si accompagna a una raccolta differenziata di qualità. Per questo risultato Legambiente rivolge un plauso non soltanto ai gestori del servizio ma soprattutto ai cittadini ennesi, il cui impegno quotidiano ha reso possibile una riduzione tangibile del peso tariffario. Enna si conferma dunque una realtà capace di buone performance quando c’è sinergia tra amministrazione e cittadinanza.
I tasti dolenti: sete d’acqua e fame di suolo
Non mancano le note dolenti che impediscono al capoluogo di scalare ulteriormente la graduatoria verso la parte alta della classifica nazionale. Preoccupa in modo particolare il consumo idrico domestico, che rimane eccessivo con una media di 291 litri al giorno per abitante. Altrettanto critica è la gestione del territorio: nonostante un trend demografico in calo e l’invecchiamento della popolazione, si continua a consumare suolo vergine. La città vive ancora gli effetti della bolla immobiliare legata allo sviluppo universitario, che ha visto proliferare residenze per studenti, mentre il centro storico versa in condizioni difficili e non sembra attrarre l’iniziativa privata nonostante le agevolazioni. A questo si aggiunge un parco auto sovradimensionato, con ben 73 vetture ogni 100 abitanti, e la totale assenza di zone a traffico limitato.
La sfida urbanistica dal centro storico a Pergusa
Per il futuro prossimo l’associazione del Cigno Verde traccia una rotta precisa che punta alla sicurezza e alla sostenibilità idrogeologica. È necessario avviare politiche di deimpermeabilizzazione delle superfici urbane, creando aiuole capaci di catturare l’acqua piovana e inserendo alberature adatte al contesto. Una necessità resa evidente anche da fatti di cronaca recenti, come il crollo del muro di piazza del cimitero, legato proprio a una cattiva gestione dei flussi meteorici. Anche per la frazione di Pergusa le idee sono chiare: serve pianificare la delocalizzazione del distributore di benzina per restituire alla fruizione pubblica lo slargo di Viale dei Miti, in previsione di una sempre maggiore presenza universitaria nella zona.
Una nuova mobilità per scalare la classifica
La ricetta per il 2026 passa inevitabilmente da una rivoluzione della mobilità. Legambiente suggerisce di rafforzare il servizio navette, che ha già dimostrato di poter liberare i cittadini dalla schiavitù dell’auto privata. Tra le proposte spiccano la realizzazione delle strade scolastiche davanti agli istituti, richieste dagli stessi istituti, e l’obiettivo ambizioso della pedonalizzazione, magari graduale, dell’intera Via Roma. Si chiede inoltre di abbassare il limite di velocità a 30 km/h in tutto il centro urbano e di completare le rotatorie nei punti nevralgici ad alto rischio di incidenti. L’obiettivo dichiarato è quello di portare Enna tra le prime dieci città d’Italia, lavorando sodo su verde pubblico e ciclabilità.