aiutoanziani

«Speriamo che il paradiso possa attendere»: anziana di 91 anni ostaggio delle liste d’attesa

Pubblicato il 22 Dicembre 2025 da

Una denuncia amara e lucida quella contenuta in una lettera aperta indirizzata alla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna. Il testo racconta quella che viene definita la «cronaca di una sanità malata», mettendo al centro la storia di una signora di 91 anni. L’anziana vive con una pensione minima di circa 666 euro mensili e si trova a combattere non solo con i dolori fisici ma anche con un sistema burocratico che sembra aver smarrito la sua vocazione sociale. La vicenda inizia con forti dolori alle ginocchia che impediscono alla donna di muoversi autonomamente, costringendo i familiari a rivolgersi inizialmente a uno studio privato per tamponare l’emergenza ed evitare le lunghe attese del pubblico.

Il cortocircuito burocratico tra medico di base e specialista

Il vero ostacolo sorge al momento della prenotazione di una radiografia necessaria per approfondire la diagnosi. Allo sportello del CUP la prima disponibilità utile risulta essere a marzo ovvero tre mesi dopo la richiesta. Una tempistica incompatibile con il dolore acuto della paziente. L’alternativa è il privato a pagamento immediato. Quando i familiari chiedono di attivare la procedura di “priorità breve” per ridurre l’attesa a dieci giorni si scontrano con un rimpallo di responsabilità. Il medico di base afferma di poter inserire l’urgenza solo su indicazione scritta dello specialista innescando così un circolo vizioso che costringerebbe la paziente a ricominciare la trafila delle attese.

Il peso economico sulla fascia più debole

La missiva pone interrogativi stringenti sulla sostenibilità economica delle cure per gli anziani della provincia di Enna. Ci si chiede se un soggetto ultranovantenne esente ticket per reddito e patologia debba essere costretto a scegliere tra attendere tempi biblici o sacrificare un quarto della propria pensione per curarsi privatamente. Il testo sottolinea anche un paradosso fiscale pericoloso: il cittadino è spinto verso il privato dove spesso si trova di fronte al dilemma se pagare l’intera cifra fatturata (inutile ai fini della detrazione per chi ha redditi così bassi) o accettare tariffe in nero inferiori.

L’appello ai vertici della sanità locale

La lettera si conclude con un appello accorato ai responsabili della sanità locale affinché prendano atto della realtà demografica ed economica del territorio. Enna è una provincia povera con una popolazione sempre più anziana che necessita di risposte immediate. L’invito è quello di garantire agli anziani un accesso ai servizi con corsie preferenziali reali considerando il poco tempo che resta loro da vivere. L’autore della lettera spera che questa testimonianza possa spingere altri cittadini a far sentire la propria voce per non rassegnarsi all’idea che per ottenere cure dignitose si debba sperare che «il Paradiso possa attendere».

Home Utilità Radio Piazza StartTv Xbazar