Ospedale Umberto I 1

Carenza di camici bianchi, l’ASP di Enna si affida all’esperienza: proroga per due medici in pensione

Pubblicato il 22 Dicembre 2025 da

Non si ferma la ricerca di soluzioni per tamponare la cronica mancanza di personale che affligge la sanità locale. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha deciso di giocare ancora una volta la carta dell’esperienza, prorogando i contratti di lavoro autonomo a due medici in quiescenza. Una mossa necessaria, quasi obbligata, per non lasciare scoperti servizi essenziali e garantire quella continuità assistenziale che i cittadini richiedono a gran voce. I camici bianchi che continueranno a prestare servizio sono il dottor Francesco Oliva, assegnato all’Unità operativa complessa di Epidemiologia e Statistica Sanitaria, e il dottor Salvatore Bono, colonna portante per il reparto di Ortopedia dell’ospedale Basilotta.

Supporto fondamentale per epidemiologia e ortopedia

La scelta dei vertici aziendali risponde a un bisogno concreto e immediato: mantenere operativi settori nevralgici per la salute pubblica. Nel caso specifico del dottor Oliva, la sua permanenza permetterà di dare ossigeno e continuità alle attività vaccinali, un fronte sempre caldo e prioritario per la prevenzione. Altrettanto cruciale è il ruolo del dottor Bono, il cui apporto risulta determinante per il reparto di Ortopedia del presidio ospedaliero di Nicosia. Qui, infatti, le carenze di organico rischiavano di tradursi in pesanti disagi per l’utenza, con possibili rallentamenti nelle cure e nelle operazioni per i pazienti traumatizzati o affetti da patologie osteoarticolari.

Una misura ponte in attesa dei rinforzi

Dagli uffici dell’ASP tengono però a precisare che non si tratta di una resa. Il ricorso ai medici in pensione non rappresenta una soluzione definitiva, né un passo indietro rispetto agli sforzi di rinnovamento. L’azienda ha esperito ogni tentativo possibile attraverso le procedure ordinarie di reclutamento, ma le posizioni vacanti restano difficili da coprire, un problema che purtroppo accomuna Enna a molte altre realtà del sistema sanitario nazionale. La normativa vigente offre questa sponda, permettendo di attingere al bagaglio di competenze di chi ha concluso la carriera attiva per fronteggiare le emergenze, e l’amministrazione ha scelto di percorrerla per senso di responsabilità verso l’utenza.

Concorsi aperti e sguardo al futuro

Le proroghe si inseriscono dunque in una strategia a doppio binario. Mentre si assicura l’oggi grazie alla disponibilità dei medici in quiescenza, si lavora incessantemente per il domani. Le procedure per il reclutamento stabile non si arrestano: sono attivi i percorsi concorsuali finalizzati all’assunzione di personale medico a tempo indeterminato, unico vero strumento per risolvere strutturalmente il problema. L’obiettivo dichiarato resta quello di ridurre al minimo i disagi per i cittadini, garantendo standard assistenziali adeguati anche in questo complesso periodo di transizione.

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