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La musica che cura: il Liceo Colajanni porta note di speranza all’ospedale Chiello di Piazza Armerina

Pubblicato il 19 Dicembre 2025da

Le corsie di un ospedale sono luoghi dove il silenzio è spesso rotto solo dai passi frettolosi del personale o dalle attese cariche di apprensione. Ma lo scorso 17 dicembre, all’Ospedale Michele Chiello di Piazza Armerina, l’atmosfera ha vibrato di un’energia diversa, calda e avvolgente. Le note del coro e dell’orchestra del Liceo Musicale “N. Colajanni” di Enna hanno invaso la struttura, trasformando per qualche ora un luogo di cura in un teatro di emozioni. L’iniziativa non è stata un semplice concerto, ma un gesto di profonda civiltà e vicinanza, un abbraccio sonoro rivolto ai pazienti e agli operatori sanitari in occasione delle festività natalizie.

Una rete regionale di note e impegno

L’evento si inserisce in un quadro molto più ampio che vede la scuola siciliana protagonista attiva nel tessuto sociale. Il concerto è stato infatti promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana, coinvolgendo la Rete Regionale dei Licei Musicali. Durante tutto il mese di dicembre, una staffetta ideale ha percorso l’isola: ogni liceo musicale ha adottato una struttura ospedaliera del proprio territorio, portando la bellezza dell’arte lì dove c’è più bisogno di conforto. È la dimostrazione plastica di come l’istruzione non si limiti alle mura scolastiche ma sappia farsi servizio e presenza viva nella comunità.

La squadra del Colajanni in prima linea

Per la tappa di Piazza Armerina, l’istituto ennese guidato dalla dirigente Maria Silvia Messina ha messo in campo le sue migliori energie. È stato un lavoro di squadra imponente che ha visto protagonisti i docenti di musica d’insieme e strumento. Un ringraziamento particolare va al gruppo di professori che ha reso possibile l’esecuzione: da Gianmario Baleno a Luigi Bevilacqua, passando per Francesca Bongiovanni, Alessandro Borgia, Samuele Cascino, Pietro D’Amico, Anna Di Marco e la referente Giovanna Fussone. E ancora Katia Giuffrida, Vincenzo Indovino, Josè Mobilia, Fabiola Piccione e Giusy Terrana. A supporto dell’inclusione e dell’organizzazione tecnica, prezioso è stato il contributo della docente di sostegno Martina Scialfa, dell’assistente alla comunicazione Ilaria Lo Presti e dell’assistente tecnico Gaetano Libertino.

Il benessere emotivo come parte della terapia

Il valore dell’iniziativa è stato rimarcato con forza dalla dott.ssa Mara Politi, direttore medico del Presidio Ospedaliero, che ha accolto con entusiasmo la proposta avallata dal Direttore Generale Mario Zappia. «La musica negli ospedali serve a ridurre lo stress, il dolore e l’ansia dei pazienti, migliorando il benessere emotivo e facilitando i percorsi terapeutici» ha affermato la dottoressa Politi. Parole che confermano come la cura della persona passi anche attraverso la cura dello spirito. In un momento storico in cui la sanità ha bisogno di sentire la vicinanza dei cittadini, la scuola ha risposto “presente”, regalando un momento di leggerezza e umanità che resterà impresso nella memoria di chi lo ha vissuto.

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