Arrivano notizie poco confortanti per il tessuto produttivo dell’isola. La CNA Sicilia ha espresso nelle ultime ore una forte preoccupazione riguardo alla recente determinazione del credito d’imposta per la Zes Unica. Quello che doveva essere un volano per la crescita rischia di trasformarsi in un freno a mano tirato per tante realtà imprenditoriali. Per il 2025 l’agevolazione fiscale per le piccole e medie imprese siciliane si fermerà a poco più del 36 per cento. Si tratta di un dato che lascia l’amaro in bocca se confrontato con il 60 per cento riconosciuto l’anno precedente.
Il divario tra aspettative e realtà
Il calo della percentuale non è solo una questione di numeri ma impatta direttamente sulla carne viva delle aziende. Molte imprese avevano infatti pianificato i propri investimenti basandosi su aspettative ben diverse e su un sostegno più corposo. Questo scostamento improvviso rischia di mettere in difficoltà chi aveva già predisposto piani di sviluppo, creando un clima di incertezza che non giova all’economia locale. La programmazione a lungo termine diventa un esercizio complesso quando le regole del gioco cambiano in modo così netto da un anno all’altro.
La voce dei vertici regionali
Sulla questione sono intervenuti con decisione Filippo Scivoli e Piero Giglione, rispettivamente presidente e segretario di Cna Sicilia. I vertici dell’associazione di categoria non hanno usato mezzi termini per descrivere la situazione. «Questa riduzione rischia di compromettere la competitività delle nostre imprese e di vanificare gli sforzi fatti per programmare investimenti strategici» hanno dichiarato i due rappresentanti. La preoccupazione è che il taglio delle agevolazioni possa scoraggiare l’imprenditoria sana che vuole scommettere sul territorio.
La richiesta di correttivi immediati
Di fronte a questo scenario la Cna non si limita alla denuncia ma avanza proposte concrete per arginare il problema. L’associazione chiede che vengano reperite nuove risorse per alzare l’asticella del credito d’imposta. «Chiediamo con forza che vengano reperite ulteriori risorse per portare l’agevolazione almeno al 45%, soglia minima per garantire sostenibilità e attrattività del sistema» hanno aggiunto Scivoli e Giglione. L’obiettivo è recuperare un margine che renda ancora conveniente investire nel Sud Italia.
Un meccanismo da rivedere
Oltre al problema delle percentuali c’è una questione di metodo che la Cna intende sollevare. L’attuale meccanismo di calcolo del credito d’imposta si sta rivelando rischioso per le Pmi in quanto genera troppa incertezza. Secondo l’associazione è indispensabile rivedere il sistema per assicurare quella stabilità necessaria alle politiche di sviluppo territoriale. Senza regole certe e durature diventa difficile per qualsiasi imprenditore immaginare un futuro di crescita e innovazione per la propria azienda.