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Zafferana Etnea – Paura al palazzetto: il monossido di carbonio intossica atlete e spettatori durante un match di volley

Pubblicato il 8 Dicembre 2025 da

Poteva trasformarsi in una tragedia silenziosa la partita di pallavolo disputata domenica sera a Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Quella che doveva essere una normale gara di campionato tra l’ASD Zafferana e il Milazzo Volley è stata bruscamente interrotta da un nemico invisibile: il monossido di carbonio. Un malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento ha saturato l’aria della struttura, mandando in ospedale quindici persone, tra cui diverse atlete, e scatenando il panico tra i presenti.

La cronaca di una serata da incubo

Tutto è accaduto intorno alle 18:40. Il primo segnale d’allarme è stato il malore improvviso di una giocatrice della squadra ospite, Maria Laura Panetta, che si è accasciata al suolo perdendo i sensi. Quello che inizialmente sembrava un problema fisico isolato si è rivelato in pochi minuti l’apice di un’intossicazione collettiva. Il monossido di carbonio, gas inodore, incolore e insapore, aveva già iniziato a colpire atlete, arbitri e spettatori.

Il bilancio finale parla di quindici persone costrette alle cure mediche presso l’ospedale Cannizzaro di Catania. Per otto di loro, incluse sei giocatrici del Milazzo, è stato necessario il trattamento d’urgenza in camera iperbarica per smaltire l’elevata concentrazione di gas nel sangue. Fortunatamente, dopo gli accertamenti e l’ossigenoterapia, tutti i coinvolti sono stati dimessi, ma lo spavento resta indelebile.

Sotto accusa l’impianto di riscaldamento

Le indagini dei Vigili del Fuoco, intervenuti immediatamente per mettere in sicurezza l’area e sequestrare l’impianto, si sono concentrate sul sistema di aerazione e riscaldamento della struttura. Secondo le prime ricostruzioni, l’impianto sarebbe stato attivato manualmente tramite un interruttore posto su un pannello di controllo; da quel momento, i fumi di scarico, anziché essere espulsi correttamente, avrebbero invaso il campo da gioco.

La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di lesioni colpose, al momento a carico di ignoti. Il sindaco di Zafferana, visibilmente scosso, ha confermato che l’impianto era nuovo e aveva ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie dalla Federazione Pallavolo solo pochi mesi fa. Resta da chiarire cosa abbia causato il malfunzionamento tecnico o se vi sia stata una negligenza nella manutenzione o nell’utilizzo.

La rabbia del Milazzo Volley

Mentre le autorità giudiziarie procedono con i rilievi, monta la polemica sportiva e istituzionale. La dirigenza del Volley Milazzo, attraverso le parole del dirigente Nico Caraiano, ha espresso forte indignazione non solo per la gravità dell’accaduto, ma anche per la gestione umana del post-emergenza. La società ospite ha lamentato l’assenza di comunicazioni o gesti di solidarietà da parte della squadra locale e dell’amministrazione comunale nelle ore successive all’incidente.

La sicurezza negli impianti sportivi

L’episodio riaccende i riflettori sul tema cruciale della sicurezza negli impianti sportivi minori, spesso cuore pulsante delle comunità locali ma talvolta soggetti a criticità manutentive. Se il malore della giovane atleta non avesse interrotto la gara tempestivamente, l’esposizione prolungata al gas avrebbe potuto avere conseguenze letali. Una vicenda che si chiude senza vittime, ma che impone risposte rapide e chiare affinché lo sport resti un luogo di vita e non di rischio.

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