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Dibattito all’ARS, il deputato Fabio Venezia incalza Schifani: “Metta fine a questa triste agonia”

Pubblicato il 4 Dicembre 2025 da

L’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) è stata teatro di un acceso dibattito relativo alla sfiducia presentata dalle opposizioni contro Schifani e respinta dal voto compatto dei partiti che sostengono il governo.

Nel corso del dibattito un severo atto d’accusa é stato pronunciato dal deputato regionale Fabio Venezia (PD) ivolto al Governo del Presidente Schifani. Venezia ha presentato un quadro desolante della situazione politica e amministrativa dell’Isola, chiedendo apertamente al Presidente di “fare un passo indietro e porre fine a questa triste agonia” per il bene della Sicilia. Le critiche non si sono limitate ai risultati amministrativi, ma hanno toccato profondamente la dimensione etica e valoriale del potere.

La degenerazione del potere e il clientelismo dilagante

Al centro del discorso di Fabio Venezia c’è stata la denuncia di un profondo deterioramento etico nell’esercizio del potere. Il deputato ha parlato del “tramonto di una stagione politica caratterizzata dalla militarizzazione del potere” e ha accusato l’Esecutivo di gestire la spesa pubblica piegandola ad “interessi particolaristici e clientelari.”

Venezia ha citato l’intellettuale Salvador de Madariaga ricordando che “governare non è asfaltare,” intendendo che il ruolo del governo non può limitarsi a segni tangibili, ma deve “incidere sulla dimensione immateriale”, che a sua volta deve partire “dai valori, dai principi che devono ispirare l’etica pubblica e che vediamo ogni giorno compromessi dall’azione del suo Governo.”

Il “Cuffarismo” come metodo di governo

Il dibattito ha inevitabilmente toccato la questione delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la politica regionale. Venezia ha precisato: “Le carte giudiziarie le lasciamo ad altre istituzioni,” ma ha aggiunto che le stesse “si prestano ad essere utilizzate come fonti per una indagine di natura antropologica del sistema politico siciliano che governa questa terra.”

Ha esteso la critica del “cuffarismo” – descritto come la degenerazione del più becero clientelismo – oltre i singoli partiti: “Il cuffarismo si è eretto a metodo di governo di molti esponenti che siedono in questo Governo e in quest’Aula e che affollano la sua maggioranza.” Ha descritto questa come una “gestione padronale e feudale che vorrebbe porsi al di sopra delle leggi.

“Inazione e incapacità di spesa”

Venezia ha attribuito il fallimento del Governo alla “assoluta incapacità di gestire l’ordinario e di fare una programmazione di ampio respiro.” Ha contestato le promesse iniziali del Presidente: “Nessuna riforma oltre la totale sua assenza nei dibattiti parlamentari più importanti e significativi che hanno coinvolto quest’Aula.”

Il fallimento è particolarmente evidente, secondo Venezia, nella gestione dei fondi:

  • PNRR e Fondi Extraregionali: Su 15 miliardi del PNRR, ne sono stati spesi “appena 6 miliardi.”

  • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC): I “6 miliardi 800 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione sono in gran parte bloccati,” con “pochissimi gli impegni giuridicamente vincolanti.”

  • Programmazione 21-27: Nonostante sia stata avviata da quattro anni, “ancora sono state impegnate poche decine di milioni di euro.

” La crisi dei servizi essenziali

Il deputato ha evidenziato come l’inazione del Governo abbia aggravato le difficoltà sociali in settori cruciali:

 Sanità come “Bottino di Guerra”

Fabio Venezia ha accusato il Governo di aver fallito nella sanità “perché l’ha fatta diventare strumento di potere e bottino di guerra da dividere ai suoi sodali della maggioranza.” Il risultato è che “centinaia di migliaia di cittadini attendono un anno, un anno e mezzo per avere una visita o sono costretti a mettere le mani nel portafoglio per potersi curare.”

 Aumento della Povertà e Emergenza Abitativa

Venezia ha denunciato il fallimento nella lotta alle disuguaglianze sociali, sottolineando che “la povertà è aumentata anche in Sicilia,” con “650.000 siciliani che vivono sotto la soglia della povertà” e “30.000 che vivono l’emergenza abitativa.” Ha lamentato che in risposta è stato fatto “poco o niente se non misure slogan.”

 Sottovalutazione dell’Emergenza Idrica e Climatica

Infine, il deputato ha criticato la gestione della crisi idrica: “Lei ha fallito nella gestione dell’emergenza idrica, sottovalutando gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici che attanagliano la Sicilia e che non sono stati affrontati adeguatamente.”

Il messaggio finale del deputato è stato chiaro: “Povertà di idee, incapacità di programmazione e nessuna capacità di tenere nemmeno la sua stessa maggioranza. Per queste ragioni noi le chiediamo di fare un passo indietro, mettendo fine a questa triste agonia. Lo faccia per il bene della Sicilia e per il bene dei siciliani. Grazie.”

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