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Ponte sullo Stretto, Federconsumatori al corteo di Messina: «Opera senza senso per il Sud»

Pubblicato il 29 Novembre 2025 da

Non servono giri di parole per descrivere la posizione di Federconsumatori riguardo al progetto del Ponte sullo Stretto. L’associazione ha scelto di schierarsi apertamente e sarà presente fisicamente al corteo nazionale previsto per sabato 29 novembre a Messina. L’obiettivo è ribadire un fermo no a un’infrastruttura che viene giudicata inutile non solo per la Sicilia e la Calabria ma per l’intero sistema Paese. Chi si occupa di tutelare i diritti dei cittadini non può voltare lo sguardo di fronte alle numerose incognite che accompagnano questo disegno faraonico. Si parla di rischi ambientali evidenti e di perplessità sulla tenuta economica dell’operazione. Esistono inoltre timori concreti riguardo la sicurezza statica e dinamica di un manufatto che non trova eguali nella storia dell’ingegneria mondiale e che sembra rappresentare un salto nel buio piuttosto che un progresso calcolato.

I dubbi sui conti e l’analisi costi benefici

Il nodo centrale della critica riguarda i conti. L’associazione punta il dito contro i costi stimati e i piani finanziari che hanno già incontrato le censure della Corte dei Conti. Il peso di questa spesa ricadrà inevitabilmente sulle tasche dei contribuenti italiani. Migliorare i collegamenti nel Mezzogiorno è senza dubbio una priorità improcrastinabile. Tuttavia appare illogico investire una cifra che nella migliore delle ipotesi toccherà i 13 miliardi e mezzo di euro per ottenere risultati marginali sui tempi di percorrenza. Ridurre il viaggio in auto da Palermo a Roma da dieci ore e mezza a otto ore e mezza non giustifica un esborso di tale portata. Lo stesso vale per la tratta Catania-Milano che scenderebbe appena di due ore rimanendo comunque un viaggio estenuante di oltre dodici ore.

Le priorità reali del paese secondo l’associazione

Le risorse pubbliche dovrebbero seguire logiche di utilità immediata e diffusa. Su questo punto il presidente nazionale Michele Carrus è stato categorico nel definire il Ponte come un’opera che non sta in piedi da nessun punto di vista, soprattutto quello economico. Secondo Carrus le vere emergenze dell’Italia sono ben diverse e richiedono interventi mirati per contrastare la povertà energetica e alimentare o per sostenere le famiglie e il tessuto produttivo. Invece di concentrare capitali enormi in un unico punto sarebbe più saggio lavorare per abbattere le disuguaglianze sociali che frenano lo sviluppo.

La richiesta di strade e ferrovie efficienti

Anche dal territorio arrivano analisi lucide che guardano alla geografia reale del Sud. Alfio La Rosa guida di Federconsumatori Sicilia ha sottolineato come la distanza fisica dal centro e dal nord Italia resti un dato di fatto insuperabile con o senza l’attraversamento stabile. Molto meglio, ed è quello che Federconsumatori apprezzerebbe, spendere gli stessi soldi per rifare la viabilità stradale e ferroviaria di queste due Regioni ha dichiarato La Rosa ricordando che in queste aree vive l’11% della popolazione nazionale. La ricetta proposta è pragmatica perché servono strade interne sicure e ferrovie moderne per muoversi agevolmente dentro l’isola oltre a un piano voli con prezzi calmierati per connettere davvero la Sicilia al resto del mondo.

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