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Violenza di genere e rischi del web: la Polizia di Stato un punto di rifermento

Pubblicato il 27 Novembre 2025 da

Esserci, non solo per reprimere ma per educare e prevenire. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Polizia di Stato della provincia di Enna ha voluto lanciare un segnale forte e inequivocabile. Una presenza tangibile quella delle divise, che si è concretizzata attraverso la partecipazione attiva a diversi incontri sul territorio, momenti preziosi per guardare negli occhi le nuove generazioni e confrontarsi con la cittadinanza su un dramma sociale che richiede un fronte comune.

L’incontro con gli studenti a Enna

All’Istituto di Istruzione Superiore “A. Lincoln” di Enna si è tenuto l’evento dal titolo evocativo «Rompiamo il silenzio: prevenire, proteggere, educare». Qui il Vicario del Questore, Giancarlo Rapisarda, insieme alla portavoce della Questura Anna Poidomani e al personale della Divisione Anticrimine, ha incontrato gli studenti. Non è stata una lezione cattedratica, ma un dialogo aperto e costruttivo. L’obiettivo era chiaro: fornire ai ragazzi strumenti concreti per riconoscere i segnali del pericolo prima che sia troppo tardi e diffondere la cultura della legalità come antidoto alla prevaricazione.

Il confronto a Nicosia e l’analisi del fenomeno

polizia agira

polizia agira

Spostandoci nell’area nord della provincia, anche Nicosia ha risposto all’appello con il convegno «Il nostro NO alla violenza». A rappresentare le istituzioni c’erano i vertici del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza e l’ispettore Bonomo della squadra di Polizia Giudiziaria. In entrambi i contesti, sia nel capoluogo che a Nicosia, l’analisi del fenomeno è stata approfondita e necessaria. I relatori hanno discusso di come la violenza abbia cambiato volto nel tempo, diventando spesso più subdola, complessa e difficile da intercettare nelle sue fasi iniziali.

Le nuove frontiere del pericolo: deepnude e deepfake

Un focus particolare e di estrema attualità è stato dedicato alle insidie della rete, un terreno dove la violenza corre veloce e lascia cicatrici profonde. Si è parlato diffusamente di cyber violenza, accendendo i riflettori su fenomeni allarmanti come i “deepnude” e i “deepfake”. Queste tecnologie, capaci di generare immagini compromettenti totalmente false ma verosimili senza il consenso della vittima, rappresentano la nuova frontiera dell’abuso. Le conseguenze psicologiche, relazionali e sociali per chi subisce questi attacchi sono devastanti, motivo per cui è stata ribadita l’urgenza di una consapevolezza digitale sempre maggiore.

L’ammonimento del questore come strumento preventivo

Ma cosa fare quando si accende la spia rossa del pericolo? Durante gli interventi è stato spiegato nel dettaglio il funzionamento dell’ammonimento del Questore. Si tratta di una misura di prevenzione fondamentale, uno scudo che permette alle forze dell’ordine di intervenire tempestivamente di fronte a comportamenti persecutori o violenti. La forza di questo strumento risiede nella sua immediatezza, poiché consente di agire anche in assenza di una formale denuncia, bloccando spesso sul nascere situazioni che potrebbero degenerare irreparabilmente.

Una battaglia di civiltà e cultura

La partecipazione numerosa e attenta della cittadinanza ha confermato quanto sia sentita la necessità di questi momenti di confronto. Iniziative come queste sono fondamentali per promuovere una cultura del rispetto e dell’ascolto, uniche vere armi per disinnescare la violenza alla radice. La Polizia di Stato rinnova così il suo impegno quotidiano nella tutela delle persone più vulnerabili, lavorando fianco a fianco con la comunità per costruire una società più sicura e consapevole.

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