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Violenza di genere, le istituzioni fanno rete: un patto sociale per proteggere le vittime

Pubblicato il 26 Novembre 2025 da

Rafforzare la sinergia tra chi opera sul campo per garantire alle donne una via d’uscita concreta, sicura e dignitosa dall’incubo della violenza. È stato questo il filo conduttore della tavola rotonda svoltasi presso il Palazzo del Governo di Enna, voluta dal Prefetto Maria Carolina Ippolito per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Non una semplice passerella istituzionale, ma un momento di confronto operativo moderato dalla giornalista Tiziana Tavella, che ha visto sedere allo stesso tavolo le massime autorità civili e militari, tra cui il Sindaco di Enna Maurizio Di Pietro, i vertici delle forze di Polizia, il Presidente del Tribunale Miriam D’Amore e il Procuratore Ennio Petrigni. Ma la presenza più significativa è stata forse quella “dal basso”: una folta delegazione di studenti e docenti del Liceo Scientifico Colajanni-Farinato, dell’IPS Federico II e del Liceo Linguistico Lincoln. Il Prefetto ha aperto i lavori sgombrando il campo da equivoci: la violenza è un fenomeno trasversale, un male oscuro che attraversa ogni ceto sociale, senza distinzioni di reddito o professione. Da qui l’urgenza di una rete di protezione solida, capace di non far sentire mai sola la vittima nel suo difficile percorso di affrancamento.

L’indipendenza economica e gli strumenti di tutela legale

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Prefettura Enna

Il dibattito ha toccato nervi scoperti della questione, andando oltre la retorica. Fondamentale l’intervento della professoressa Alessia Gabriele, Prorettrice dell’Università Kore, che ha puntato i riflettori sull’indipendenza economica: senza autonomia finanziaria, scardinare la logica di possesso e controllo del partner violento diventa un’impresa quasi impossibile. Sul fronte della repressione e della tutela immediata, i contributi tecnici sono arrivati dal Vicario del Questore Giancarlo Rapisarda, dal Tenente Colonello dei Carabinieri Antonino Restuccia e dal Sostituto Procuratore Domenico Cattano. Gli esperti hanno illustrato l’efficacia degli strumenti messi in campo dal “Codice Rosso” e dalle normative successive, leggi che hanno velocizzato i tempi di intervento per salvare vite.

Non meno cruciale il ruolo della sanità e del terzo settore, vere sentinelle sul territorio. L’avvocato Maria Elena Argento dell’ASP di Enna ha ricordato come il servizio sanitario sia spesso il primo approdo per chi subisce abusi, fondamentale per intercettare i segnali d’allarme. A chiudere il cerchio, le testimonianze dell’avvocato Parasiliti (Co.Tu.Le.Vi.) e della dottoressa Maria Grasso (DonneInsieme), che hanno portato la voce dei centri antiviolenza, ribadendo la necessità di lavorare sull’educazione all’affettività per smantellare gli stereotipi. L’evento si è chiuso con un segnale di speranza: le domande incalzanti degli studenti, che hanno chiesto di portare questi dibattiti dentro le aule scolastiche. Una richiesta immediatamente accolta dal Prefetto Ippolito, pronta a trasformare l’impegno istituzionale in un dialogo permanente con le nuove generazioni.

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