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Raddoppio ferroviario, la Fillea Cgil denuncia il mancato monitoraggio sulla legalità

Pubblicato il 25 Novembre 2025 da

La realizzazione del nuovo collegamento ferroviario veloce tra Palermo e Catania rappresenta senza dubbio una delle opere più strategiche per il futuro della Sicilia e per lo sviluppo economico del territorio ennese. Tuttavia le grandi opere portano con sé grandi rischi se non accompagnate da un controllo rigoroso. È questo il cuore dell’allarme lanciato dalla Fillea Cgil di Enna che torna a chiedere con forza il rispetto degli accordi presi. Al centro della polemica c’è il protocollo di legalità firmato il 30 maggio 2022, un documento che rischia di rimanere lettera morta in uno dei suoi punti fondamentali.

Il segretario generale della Fillea Cgil di Enna, Salvo Carnevale, evidenzia una lacuna preoccupante nella gestione dei cantieri. Manca all’appello l’attuazione dell’articolo 11 del protocollo, ovvero quella norma che impone la creazione di un tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera direttamente presso la prefettura. Un organismo di controllo che avrebbe dovuto garantire trasparenza e legalità in un settore delicato come quello delle infrastrutture.

Un tavolo fantasma e il silenzio delle istituzioni

salvo carnevale

Salvo Carnevale

La cronistoria fornita dal sindacato descrive una situazione di stallo che dura da troppo tempo. Nonostante le firme apposte da Rete Ferroviaria Italiana, dalle prefetture di mezza Sicilia (Palermo, Catania, Caltanissetta ed Enna), dal commissario straordinario e dalle sigle sindacali, la macchina dei controlli sembra essersi inceppata. «Da settembre 2024 – spiega Carnevale – abbiamo formalmente richiesto alla prefettura l’attivazione del tavolo previsto dall’articolo 11 del protocollo. Ad oggi, però, nessuna convocazione è mai avvenuta».

Il sindacalista non usa mezzi termini e definisce questo ritardo come una «inadempienza chiara degli impegni assunti». Il timore è che, senza questo strumento di verifica, si abbassi la guardia sulla tutela dei lavoratori impegnati nei cantieri del raddoppio. Il protocollo non era un semplice atto formale ma nasceva proprio per blindare le opere strategiche da infiltrazioni e irregolarità, proteggendo al contempo il tessuto occupazionale e sociale della provincia.

La sicurezza sul lavoro e il rischio del sottomansionamento

Ma cosa dovrebbe fare concretamente questo tavolo? L’articolo 11 stabilisce regole precise. L’organismo prevede la presenza di un funzionario dell’Ispettorato territoriale del lavoro, dei rappresentanti di Rfi e dei sindacati edili. Il loro compito è incrociare i dati, verificare il rispetto dei contratti collettivi e accertarsi che le norme sulla sicurezza siano applicate rigorosamente. Carnevale sottolinea l’importanza di strumenti tecnici come il “settimanale di cantiere”, citato nel comma 7 dello stesso articolo.

Attraverso un’analisi attenta di questi documenti si potrebbero intercettare criticità spesso invisibili ma pericolose. Tra queste spicca il fenomeno del sottomansionamento, una pratica che vede lavoratori impiegati in ruoli inferiori o diversi rispetto alle loro competenze reali. «Una delle cause della scarsa sicurezza nei cantieri», avverte il segretario. La Fillea Cgil richiama quindi le istituzioni alle proprie responsabilità, ricordando che la prefettura di Enna è tra i firmatari di quel patto che oggi attende ancora di diventare pienamente operativo.

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