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Associazioni di Piazza Armerina unite nel segno della pace: un omaggio alle donne vittime dei conflitti

Pubblicato il 25 Novembre 2025 da

Piazza Armerina si è fermata per riflettere. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, le associazioni femminili della città dei mosaici hanno scelto di ritrovarsi in un luogo simbolo, davanti alle panchine rosse, per lanciare un messaggio che travalica i confini nazionali. Quest’anno, la narrazione si è spostata dalla cronaca nera domestica, purtroppo sempre attuale, a una prospettiva globale e straziante: la condizione delle donne nei teatri di guerra. A fare gli onori di casa è stata Loretta Vargiu, che ha introdotto l’evento sottolineando la presenza coesa di realtà importanti come Fidapa, Cif, Club Unesco, Inner Wheel, Uciim e l’associazione I-Park. Par l’amministrazione comunale presenti gli assessori Deborha Zanerolli e Giuseppe Capizzi

Lo scenario era reso eloquente da sagome mute, testimoni silenziose posizionate per rappresentare le donne del Sudan, dell’Afghanistan, della Palestina, del Myanmar e dell’Ucraina. Vargiu ha spiegato con chiarezza l’intento della manifestazione: dedicare la giornata a chi subisce la violenza bellica, donne spesso dimenticate che vivono l’orrore quotidiano dei conflitti. Un impegno che passa anche dalla cura dei simboli cittadini, con la promessa condivisa di restaurare il colore rosso delle panchine, ormai sbiadito dal tempo ma non nel significato.

Cultura ed educazione come armi contro la barbarie

L’intervento di Anna Di Rosa, in rappresentanza del Club Unesco, ha posto l’accento sui valori fondamentali della cultura e dell’educazione. Non si può parlare di diritti senza costruire le basi per la pace, un obiettivo che deve coinvolgere soprattutto le giovani generazioni. Di Rosa ha ricordato il monumento per la pace di Fundrò, annunciando il prossimo ripristino della targa commemorativa, rimossa per necessari lavori di restauro. Un segnale tangibile di come la memoria e i simboli siano necessari per mantenere viva la coscienza collettiva.

A dare profondità emotiva all’incontro è stata Agata Mulé, per l’associazione I-Park. Le sue parole hanno evocato il pensiero di Virginia Woolf, ricordando come le donne non abbiano mai scatenato le guerre, ma si ritrovino sempre a subirne le conseguenze più atroci. Ha descritto la condizione di sospensione in cui vivono le madri e le figlie nei territori occupati: prive di acqua, elettricità e servizi essenziali, costrette a proteggere la vita mentre tutto intorno parla di morte. Le sagome esposte non sono solo cartone, ma la metafora di una solitudine tragica che interroga le nostre coscienze.

Un esercito disarmato e la lotta alle nuove violenze

Il messaggio di Marianna La Malfa è stato breve ma incisivo: l’invito a essere tutti “costruttori di pace”, definendo le donne e gli uomini di buona volontà come un “esercito disarmato e disarmante”. Un concetto potente che contrappone la forza del dialogo alla logica della sopraffazione. A seguire, Mirella Calcagno dell’Inner Wheel ha allargato lo sguardo alla campagna Onu “Orange the World”, focalizzandosi su un nemico subdolo e moderno: il cyberbullismo. La violenza oggi corre anche sui fili della rete, colpendo le giovanissime. Calcagno ha ribadito la necessità che gli uomini siano i primi difensori delle donne, costruendo un futuro basato sull’unione e non sulla prevaricazione.

L’assessore Deborha Zanerolli : la responsabilità collettiva e il ricordo di Sandra Crescimanno

L’intervento dell’assessore Deborha Zanerolli ha segnato un momento di forte connessione tra le istituzioni e il tessuto sociale cittadino. Portando i saluti dell’amministrazione comunale, Zaneroli ha voluto ringraziare le associazioni presenti non solo per l’evento odierno, ma per la costanza con cui operano sul territorio. L’assessore ha sottolineato come la battaglia contro la violenza di genere non possa esaurirsi in una singola data sul calendario, ma debba trasformarsi in un esercizio quotidiano di educazione e consapevolezza. Ha ricordato con emozione l’inaugurazione avvenuta lo scorso anno della piazza antistante il comando dei Vigili Urbani, intitolata alla concittadina Sandra Crescimanno, anch’ella vittima di violenza. Un gesto concreto per ancorare la memoria alla toponomastica della città.

Il cuore del discorso si è poi spostato sul ruolo educativo delle famiglie e della scuola. «Dobbiamo insegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti che la libertà è uno dei principi più nobili», ha affermato l’assessore, ribadendo che l’amore vero non limita mai la libertà altrui e che le scelte degli altri non devono mai diventare un pretesto per ferire. Zanerolli ha poi concluso con una riflessione potente sul simbolo della giornata: la panchina rossa. «Non è un semplice elemento di arredo urbano», ha precisato con forza, ma un monito visivo che ci ricorda il “posto vuoto” lasciato da tutte le donne che hanno subito violenza e il sangue versato. Un impegno, quello assunto dall’amministrazione, che intende proseguire nel tempo per evitare che la rassegnazione prenda il sopravvento sull’indignazione e sulla speranza.

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