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Via libera dall’Europa: la Sicilia riprogramma oltre 120 milioni per il futuro

Pubblicato il 24 Novembre 2025 da

Bruxelles ha acceso il semaforo verde. La Commissione europea ha approvato ufficialmente la proposta di riprogrammazione del Programma operativo Fse+ Sicilia 2021-2027, un passaggio fondamentale che la Regione attendeva nell’ambito della revisione di medio termine. Al centro della manovra ci sono 120,35 milioni di euro di risorse comunitarie che ora cambiano destinazione per inseguire obiettivi più moderni e urgenti. Si punta tutto sulle nuove priorità denominate STEP, Prontezza e Decarbonizzazione. Questa operazione non si limita a spostare fondi ma libera anche un cofinanziamento nazionale di circa 270 milioni di euro. Somme che finiranno nel prossimo accordo di coesione per essere reinvestite in progetti coerenti con lo spirito del Fondo sociale europeo. La regia dell’intera operazione porta la firma dell’Autorità di gestione guidata da Rossana Signorino, dirigente generale del dipartimento della Formazione professionale.

La soddisfazione del governo regionale

Il cambio di rotta permette all’Isola di attivare un pacchetto di interventi innovativi in settori che oggi decidono il destino economico dei territori. Parliamo di digitalizzazione, tecnologie pulite, biotecnologie e sicurezza. Il presidente della Regione, Renato Schifani, accoglie la notizia come una vittoria politica e amministrativa. «Si tratta di un riconoscimento significativo della capacità di programmazione dell’amministrazione regionale e della qualità della strategia proposta» commenta il governatore. Secondo Schifani la Sicilia dimostra finalmente di saper cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione del quadro strategico europeo. L’obiettivo è orientare le risorse verso sfide reali come la transizione digitale ed ecologica. «Questo risultato conferma l’impegno della Regione nel rafforzare competitività, competenze e resilienza del sistema socioeconomico siciliano» conclude il presidente.

Risorse immediate e vantaggi finanziari

Anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, sottolinea l’importanza del momento. «Il via libera di Bruxelles rappresenta un passaggio decisivo per il rilancio del sistema formativo, produttivo e territoriale siciliano» dichiara l’assessore. Turano ribadisce come questa mossa confermi la volontà del governo di valorizzare ogni strumento utile per cittadini e imprese. I benefici sono anche tecnici e immediati. Grazie a queste modifiche la Regione potrà godere di un prefinanziamento aggiuntivo e di uno eccezionale del 20 per cento per le nuove priorità. Questo avrà un effetto positivo diretto sulla spesa da certificare entro la fine di quest’anno. Tra i vantaggi ottenuti c’è anche l’estensione dell’ammissibilità della spesa fino al 31 dicembre 2030.

Tre pilastri per la crescita

La revisione approvata ridisegna la mappa degli investimenti concentrandoli su tre assi strategici ben definiti. Il primo riguarda la “Priorità STEP” che assorbe oltre 60 milioni di euro. Questi soldi serviranno a potenziare il sistema degli ITS e i percorsi di alta formazione nelle tecnologie digitali e pulite. Il secondo asse è quello della “Prontezza e competitività” con quasi 34 milioni destinati alle competenze avanzate nella sicurezza informatica e nella protezione civile. Infine c’è la “Decarbonizzazione” che con circa 29 milioni supporterà la transizione verde e la riconversione professionale verso i lavori del futuro. Resta ferma l’attenzione al sociale con il 28 per cento delle risorse totali dedicate all’inclusione e il 21 per cento alle politiche per i giovani. Un modo concreto per offrire alle nuove generazioni motivi validi per restare in Sicilia.

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