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Le tartarughe caretta caretta e il sesto senso magnetico: la scienza scopre perché ballano

Pubblicato il 24 Novembre 2025 da

Le tartarughe caretta caretta sono eterne viaggiatrici degli oceani, capaci di coprire distanze enormi durante la loro esistenza affidandosi a un sistema di navigazione naturale incredibilmente sofisticato. Questi rettili marini non si limitano a nuotare alla cieca ma seguono il campo magnetico terrestre utilizzando due approcci distinti che fungono da bussola e da mappa. Se la scienza aveva già compreso come le tartarughe riuscissero a “vedere” il campo magnetico grazie a molecole sensibili alla luce, il meccanismo che permetteva loro di “sentirlo” fisicamente è rimasto a lungo un mistero irrisolto.

Il tassello mancante nel sistema di navigazione

Oggi una risposta arriva finalmente da uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology. I ricercatori hanno scoperto che il senso della mappa magnetica di questi animali potrebbe dipendere dalla presenza di minuscoli frammenti di magnetite incorporati nel loro corpo. Per arrivare a questa conclusione il team ha adottato un metodo tanto ingegnoso quanto affascinante che ha coinvolto una vera e propria danza delle piccole tartarughe, svelando come questi antichi animali riescano a tracciare la loro posizione esatta nel vasto blu.

L’esperimento della danza rivelatrice

Gli scienziati hanno lavorato con otto piccoli di tartaruga addestrandoli a compiere una piroetta specifica quando avvertivano un determinato campo magnetico, associando il movimento alla ricezione di cibo. Le tartarughe sono animali molto motivati dal nutrimento e tendono a girare su se stesse quando sanno che sta per arrivare il momento del pasto. Sfruttando questo comportamento naturale i ricercatori hanno insegnato ai piccoli a segnalare attivamente la percezione del magnetismo attraverso i loro movimenti rotatori.

La conferma arriva dalla reazione agli impulsi

Successivamente gli esemplari sono stati esposti a forti impulsi magnetici. L’obiettivo era verificare se tale esposizione avrebbe interrotto la loro capacità di orientamento. I risultati hanno mostrato che dopo l’impulso le tartarughe ballavano molto meno. Questo calo di reattività suggerisce che il loro sistema di rilevamento si basa proprio sulla magnetite, un materiale che viene disturbato dalle interferenze magnetiche esterne, confermando l’ipotesi che questi animali possiedano una sorta di GPS biologico integrato nei tessuti.

Un passo avanti per la comprensione della specie

La scoperta aggiunge un tassello fondamentale alla nostra conoscenza del mondo animale. Le tartarughe utilizzano entrambi i sensi magnetici per decifrare l’ambiente circostante: uno funziona come una bussola per indicare la direzione di marcia, mentre l’altro agisce come una mappa per tracciare la posizione esatta. I risultati indicano che questa seconda capacità è essenziale per la navigazione su lunghe distanze. Alayna Mackiewicz, autrice dello studio e studentessa presso l’Università del Nord Carolina a Chapel Hill, ha spiegato che addestrare le tartarughe ha richiesto tempo e pazienza ma si è rivelato un processo divertente e illuminante.

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