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Ponte sullo Stretto – Nuovo ostacolo per la grande opera. La magistratura contabile nega il visto

Pubblicato il 18 Novembre 2025 da

MESSINA – Una nuova, pesante tegola si abbatte sul percorso di realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità al terzo atto aggiuntivo, il documento cruciale che regola i nuovi rapporti tra il Ministero delle Infrastrutture e la società concessionaria Stretto di Messina SpA. Una decisione che, sebbene tecnica, assume un peso politico specifico enorme, riaccendendo le polemiche su un’opera che divide l’Italia da decenni.

Il “No” tecnico che pesa come un macigno

La decisione della magistratura contabile non giunge inaspettata per molti osservatori, ma certifica una difficoltà oggettiva nel riannodare i fili di un progetto fermo da anni. Il diniego non è, come spiegato da fonti vicine alla Corte, un “no” ideologico o preconcetto all’infrastruttura in sé, quanto piuttosto una bocciatura basata su rigorosi aspetti giuridici e contabili. I magistrati, “leggendo le carte”, hanno rilevato criticità tali da impedire la registrazione dell’atto.

Questo stop segue di poche settimane le perplessità già sollevate sul progetto approvato dal CIPES, delineando un quadro amministrativo sempre più complesso. La Stretto di Messina SpA ha reagito convocando d’urgenza un Consiglio di Amministrazione per il prossimo 25 novembre: l’obiettivo è analizzare le motivazioni del rifiuto e studiare le contromisure necessarie per non far deragliare l’iter proprio ora che i cantieri sembravano imminenti.

La reazione politica: Salvini non arretra

Da Roma, la risposta del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è stata immediata e improntata alla totale determinazione. Nonostante lo stop dei giudici contabili, il leader della Lega ha ribadito l’intenzione del governo di “andare avanti”, considerando il Ponte un’opera nevralgica e irrinunciabile non solo per la Sicilia e la Calabria, ma per l’intero sistema logistico europeo.

A fargli eco sono gli esponenti locali della Lega a Messina, che mantengono la fiducia nell’operato del Ministro, convinti che gli ostacoli burocratici saranno superati. Tuttavia, le opposizioni leggono nella decisione della Corte la conferma di quanto sostenuto da tempo: l’impalcatura giuridica ed economica su cui si regge il “nuovo” Ponte scricchiola. Per il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, la bocciatura è la prova che le forzature procedurali non pagano.

Messina in stand-by: il Piano Regolatore nel limbo

Se a Roma si consuma lo scontro politico, a Messina si vivono le ricadute pratiche dell’incertezza. La città dello Stretto si trova in una fase delicatissima di pianificazione urbanistica. L’amministrazione comunale sta lavorando al nuovo Piano Regolatore Generale (PRG), uno strumento che ridisegnerà il volto della città per i prossimi decenni.

Fino a ieri, il Comune aveva proceduto integrando nel Piano le previsioni dell’opera: svincoli, cantieri, opere compensative e la stessa gigantesca infrastruttura di collegamento. Il nuovo stop impone ora una frenata. Come confermato dagli amministratori locali, il PRG entra in una fase di “stand-by”: pianificare una città “con il Ponte” è radicalmente diverso dal pianificarla “senza”. Le opere anticipate, che dovevano cambiare la viabilità cittadina, restano congelate in attesa di capire se il progetto vedrà mai la luce o se dovrà essere, ancora una volta, accantonato.

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