La battaglia contro la violenza maschile sulle donne ha un nuovo alleato nei territori SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) della provincia di Enna: è approdata ufficialmente la Rete Territoriale Antiviolenza Amorù 2.0. Una notizia che non può che infondere fiducia, specialmente per le aree interne dove l’accesso a certi servizi è spesso un percorso a ostacoli. L’iniziativa non nasce dal nulla ma esporta un modello virtuoso già collaudato e attivo nella provincia di Palermo.
Il progetto, guidato dall’Ente Capofila LIFE and LIFE ETS, sarà presentato al pubblico giovedì 13 novembre alle ore 17:00, nell’Aula Consiliare del Comune di Agira. Proprio il Comune di Agira è stato identificato come partner e capofila del Distretto Sanitario 21, un ruolo cruciale per la riuscita dell’operazione. Questo sforzo congiunto è stato reso possibile grazie al progetto NORA (Network of Organization for Rights and Autonomy against gender-based violence), sostenuto da un finanziamento dell’Unione Europea e cofinanziato da ActionAid International Italia ETS e Fondazione Realizza il Cambiamento.
Lo Sportello Antiviolenza e le azioni chiave: prevenzione e sostegno concreto
L’obiettivo è chiarissimo: promuovere la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne, ponendo una lente d’ingrandimento proprio sulle criticità delle aree interne. Durante l’incontro di presentazione verranno illustrate le azioni principali che mirano a costruire e sviluppare una vera e propria rete di attori territoriali, sia pubblici che privati, capaci di garantire una presa in carico globale della donna vittima di violenza e, cosa fondamentale, dei minori che si trovano ad assistere a queste dinamiche dolorose.
Le attività chiave che daranno sostanza al progetto sono molteplici e ben definite. Innanzitutto, l’apertura di un fondamentale sportello antiviolenza nel Comune di Agira. Ma non basta intervenire solo sul momento della crisi: il progetto punta forte sulla prevenzione primaria e sul contrasto agli stereotipi di genere. Per questo, sono previste attività di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado del Distretto Sanitario 21, attraverso workshop e laboratori pensati per incidere profondamente sulla cultura locale.
La Rete si formalizza: protocolli operativi e formazione mirata
Un altro passaggio cruciale è la formalizzazione della rete territoriale antiviolenza. Questo significa non solo mettere insieme le intenzioni, ma siglare veri e propri protocolli d’intesa operativi con i Comuni del Distretto 21 e con Enti privati e pubblici. La collaborazione è la chiave. Per garantire che l’aiuto sia efficace e professionale, il progetto include anche la formazione specifica per gli operatori dello sportello e per tutti i membri della rete.
In sostanza, si interviene su due binari paralleli: il sostegno diretto alle donne che hanno bisogno d’aiuto e la prevenzione per scardinare quei meccanismi culturali che alimentano la violenza. All’incontro di presentazione, insomma, sono caldamente invitati a partecipare tutti: la cittadinanza, le istituzioni, gli operatori del settore e gli organi di stampa.

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