carmela petralia

Più pensionati che lavoratori: l’allarme della Cisl per Enna, Agrigento e Caltanissetta

Pubblicato il 11 Novembre 2025 da

I numeri sono impietosi e fotografano una crisi strutturale. Nelle province di Enna, Agrigento e Caltanissetta, le pensioni erogate superano il numero degli occupati. A lanciare l’allarme è la Cisl, basandosi sui dati recenti, riferiti all’anno 2024, elaborati dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre su fonti Inps e Istat. Questo squilibrio profondo rischia di minare alla base la sostenibilità stessa del sistema sociale ed economico del centro Sicilia.

Un divario che pesa

Guardando la classifica nazionale, la situazione dei nostri territori è critica. Agrigento (93ª posizione) conta 147.525 pensioni contro 126.005 occupati, con un saldo negativo di 21.520 unità. Segue Caltanissetta (86ª), con 83.050 pensioni e 68.388 lavoratori (saldo –14.662). Anche Enna (75ª) mostra un segno meno pesante: 56.938 pensionati contro 49.268 occupati (saldo –7.670). Complessivamente, nelle tre province, mancano all’appello 43.852 lavoratori per pareggiare il numero dei pensionati. Un divario che, avverte il sindacato, il trend attuale rischia di ampliare ulteriormente.

Petralia: «Non solo statistiche»

Per la segretaria generale della Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, Carmela Petralia (nella foto), «questi numeri non sono solo statistiche». Sono, piuttosto, «la fotografia di un territorio che rischia di reggere sempre più sulle spalle dei pensionati un sistema economico debole e frammentato». Il ragionamento della sindacalista è netto: se le pensioni crescono più velocemente degli occupati, «significa che si restringe la base produttiva, si riducono i contributi versati e aumenta il peso delle prestazioni sociali». Un vero e proprio «campanello d’allarme serio» per la tenuta delle comunità.

Le conseguenze sociali

Le conseguenze di questo squilibrio sono già visibili. «Dove aumentano i pensionati e diminuiscono i lavoratori – prosegue Petralia – crescono lo spopolamento, la precarietà, il lavoro nero, la fuga dei giovani e delle competenze». La segretaria Cisl chiarisce che non si tratta di una «contrapposizione tra generazioni». Al contrario, è la dimostrazione lampante che «senza lavoro stabile, regolare e di qualità non si garantisce il presente e il futuro di nessuno, nemmeno dei nostri anziani».

La proposta: un patto territoriale

Di fronte a questo scenario, la Cisl Agrigento Caltanissetta Enna rilancia l’urgenza di un “patto di responsabilità per l’occupazione”. Il sindacato chiede strategie condivise che coinvolgano tutti gli attori: istituzioni comunali e provinciali, parti sociali, associazioni datoriali, il mondo della scuola, l’università e il terzo settore.

Fondi europei e formazione

Un patto, sottolinea ancora Petralia, «fondato su obiettivi concreti». In cima alla lista c’è l’utilizzo «trasparente ed efficace» di tutte le risorse a disposizione (PNRR, FSC, FESR, ZES) per favorire progetti ad alta intensità di lavoro. Si chiede il potenziamento delle infrastrutture, sia materiali che digitali, per rendere i territori attrattivi, e politiche industriali che valorizzino le filiere locali. Cruciale, secondo la Cisl, anche il dialogo con Università e ITS per avviare «percorsi professionalizzanti legati alle potenzialità del territorio», come agroalimentare, energia, cultura ed edilizia green, senza dimenticare la lotta al lavoro irregolare.

Sanità e trasporti per non morire

L’appello si chiude con uno sguardo al welfare, essenziale per evitare la «desertificazione sociale ed economica». La Cisl chiede azioni concrete sulla sanità pubblica, «soprattutto nei presìdi territoriali e per la medicina di prossimità», ma anche un rafforzamento dei trasporti pubblici tra i comuni e verso i poli sanitari. Sviluppo locale e promozione turistica sono visti come strumenti chiave. «Come Cisl – conclude Petralia – continuiamo a credere nella via della concertazione e del dialogo sociale, affinché questo squilibrio tra pensioni e occupati non diventi la normalità».

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