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Dc: Totò Cuffaro si dimette da segretario nazionale

Pubblicato il 8 Novembre 2025 da

Le dimissioni di Totò Cuffaro dalla guida della Democrazia Cristiana non arrivano come un fulmine a ciel sereno. Il passo indietro dell’ex presidente della Regione Siciliana giunge infatti a pochi giorni dal vero e proprio tsunami giudiziario che lo ha coinvolto. La Procura di Palermo, nell’ambito di una complessa inchiesta su un presunto sistema di appalti pilotati e corruzione, ha avanzato nei suoi confronti una richiesta di arresti domiciliari. Un’indagine pesante, che ha scosso il panorama politico siciliano e che, inevitabilmente, ha messo Cuffaro in una posizione politicamente difficilissima. La sua decisione appare quindi come la conseguenza diretta della bufera giudiziaria, un atto necessario per separare le sue vicende personali dal percorso del partito che lui stesso ha faticato a ricostruire negli ultimi anni.

La dichiarazione ufficiale: «Irrevocabili»

La conferma è arrivata questa mattina attraverso una nota ufficiale, concisa e definitiva, firmata dallo stesso segretario. Cuffaro non lascia spazio a interpretazioni, definendo le sue dimissioni “irrevocabili” e tracciando già i prossimi passi formali per la successione.

«Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del Presidente del Partito, Renato Grassi e del Segretario Organizzativo Nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana» si legge nel comunicato. «Ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al Partito. Il Presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio Nazionale della DC, che sarà chiamato a esaminare e ad accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni organizzative».

Il futuro del partito: convocato il Consiglio nazionale

Con la guida del partito di fatto azzerata, la palla passa ora agli organi dirigenti della Dc. Come indicato da Cuffaro, sarà il Consiglio Nazionale, convocato d’urgenza per il prossimo 20 novembre, a dover prendere atto della decisione e, soprattutto, a dover “definire le successive decisioni organizzative”. Si apre una fase delicata per la Democrazia Cristiana, che dovrà individuare una nuova leadership e decidere la linea politica da tenere, ora orfana del suo fondatore e figura più rappresentativa, proprio mentre quest’ultimo si prepara ad affrontare il vaglio della magistratura.

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