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Il Tribunale di Catania dà ragione ai sindacati contro Cosedil Spa: «Condotta antisindacale»

Pubblicato il 31 Ottobre 2025 da

«È solo il primo passo di una battaglia molto più lunga e ampia che non si ferma, ma il provvedimento del giudice del lavoro catanese è una bella iniezione di fiducia». Non usano mezzi termini Francesco Mudaro e Salvo Carnevale, segretari generali di FenealUil e Fillea Cgil di Enna, commentando a caldo, dopo le assemblee informative, la decisione del Tribunale etneo. Un decreto, datato 20 ottobre, che ha sì accolto solo in parte il ricorso presentato dalle due sigle sindacali, ma ha fatto luce su una questione dirimente: la condotta antisindacale di Cosedil Spa.

Accordo aziendale con efficacia erga omnes annullato

Il cuore del provvedimento sta nell’aver dichiarato «in maniera inconfutabile» la condotta antisindacale dell’azienda, «consistente nella stipula di un accordo aziendale avente efficacia erga omnes con la Rsu rappresentativa della sola unità produttiva di Santa Venerina». Per dirla senza troppi giri di parole, il Giudice del Lavoro ha ordinato alla datrice di lavoro di sospendere l’applicazione generalizzata di quell’accordo a tutto il personale. Le assemblee, spiegano i sindacati, si sono tenute nei giorni scorsi, in tempi stretti e sui cantieri della provincia di Enna, coinvolgendo gli operai dipendenti dell’impresa in questione.

L’intesa era stata firmata da una Rsu non rappresentativa

Il provvedimento del Giudice di Catania è cristallino. Il contratto aziendale era stato stipulato da una Rsu non rappresentativa, perché, come si legge nel decreto, «la Rsu stipulante l’accordo del 24 febbraio 2025 non è espressione dell’intera compagine lavorativa aziendale, facente capo a più unità produttive dislocate sul territorio, bensì solo dell’unità produttiva di Santa Venerina». «Più chiara di così la sentenza non può essere e non si capisce come qualcuno ci veda una verità alternativa» tuonano i segretari generali, Mudaro e Carnevale.

Tutelati Contratto Nazionale e orario di lavoro

La condotta di Cosedil Spa è stata ritenuta lesiva delle prerogative di Feneal e Fillea, alterando la rappresentanza collettiva dei lavoratori e comprimendo la libertà sindacale, in un ambito – quello della contrattazione – dove questa trova la sua massima espressione. «Anche questo passaggio appare evidentissimo» incalzano Mudaro e Carnevale. La vittoria è netta: l’accordo firmato da una sola sigla sindacale e approvato dalla Rsu di Santa Venerina non può essere esteso a tutti gli altri. Questo significa che anche gli aspetti peggiorativi per i lavoratori, previsti nell’accordo aziendale rispetto al Contratto Collettivo Nazionale, non saranno applicabili agli operai che fanno riferimento al CCNL.

La stabilizzazione degli operai: un effetto positivo

Un altro effetto positivo e non trascurabile del decreto riguarda la salvaguardia dell’orario di lavoro e un «prorompente effetto negativo sulla precarietà dei lavoratori». In soldoni, ciò avrà come conseguenza positiva la stabilizzazione di una consistente quota di operai. Questo perché l’accordo aziendale del 24 febbraio 2025, ora sospeso nella sua applicazione generalizzata, derogava rispetto al Contratto Nazionale riguardo al numero di contratti a tempo determinato. La battaglia dei sindacati prosegue su altri fronti, anche alla luce di una «incompleta o mancata affissione in bacheca del decreto del 20.10.2025» in alcuni cantieri, come ordinato dal Giudice. «Vigileremo su ogni aspetto, anche quello potenziale, di trasformare la contrattazione nazionale e collettiva in un fatto individuale come se fossimo dal notaio. Su questo tema saremo ancora più intransigenti» concludono Mudaro e Carnevale, aspettando gli esiti di un altro ricorso per condotta antisindacale contro una consortile dello stesso gruppo.

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