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Dimensionamento scolastico, la conferenza provinciale boccia il piano del Provveditore

Pubblicato il 28 Ottobre 2025 da

Un no secco, quasi unanime, che riscrive il futuro prossimo della scuola in provincia. La Conferenza provinciale sul dimensionamento scolastico, riunitasi presso la sede del Libero Consorzio, ha respinto con forza la proposta di riordino avanzata dal Provveditore. Il verdetto dei sindaci e dei loro delegati è stato inequivocabile: su sedici votanti, quindici si sono espressi contro il piano, con un solo voto a favore. Una decisione che ferma, almeno per ora, la logica degli accorpamenti e delle razionalizzazioni, aprendo uno scenario nuovo per la tutela dei presìdi scolastici nel territorio.

La soddisfazione del Partito Democratico

“Portiamo a casa un risultato importante per il nostro territorio, finalmente condiviso oltre le appartenenze politiche”. Con queste parole, Katya Rapè, segretaria provinciale del Partito Democratico, commenta un esito frutto di un impegno durato anni. Un lavoro condotto fianco a fianco con le sigle sindacali CGIL e UIL, ma che ha visto protagonisti soprattutto i primi cittadini, coordinati con maestria dal Presidente del Libero Consorzio, Piero Capizzi, e dal consigliere delegato all’istruzione, Domenico Scavuzzo. Un ringraziamento speciale è andato anche alla Consulta degli Studenti, rappresentata da Massimo Severino, da sempre in prima linea per difendere l’autonomia e il ruolo centrale della scuola come luogo di crescita e democrazia.

I punti fermi contro gli accorpamenti

Alla vigilia del voto, il Partito Democratico aveva messo nero su bianco le proprie richieste in un ordine del giorno, chiedendo un impegno preciso ai sindaci. Tra i punti chiave, la richiesta di applicare la sentenza del TAR per annullare l’accorpamento del Liceo Scientifico “P. Farinato” di Enna con l’Istituto “N. Colajanni”. Ma anche la ferma opposizione alla creazione di “poli di studio omogenei”, considerati insostenibili in una provincia a bassa densità demografica e con una rete di trasporti carente. Si è chiesta inoltre la massima tutela per le scuole dei comuni montani e di quelle che, in territori segnati da infiltrazioni mafiose, rappresentano un insostituibile baluardo di civiltà e riscatto sociale.

La scuola come cuore della comunità

Questa battaglia, come sottolineato dalla segreteria del PD, non riguarda solo numeri e parametri, ma una visione precisa della scuola. Non un semplice servizio da riorganizzare, ma il “cuore pulsante della comunità”, un presidio di legalità e sviluppo locale, fondamentale per contrastare lo spopolamento che affligge le aree interne. Difendere la scuola, si legge nella nota, significa difendere i principi della Costituzione: garantire uguali opportunità, libertà di insegnamento e formazione della persona. Un modo per continuare a costruire la democrazia, giorno dopo giorno, proprio lì dove crescono le nuove generazioni.

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