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Bufera sull’Ars, si aggravano le accuse per il presidente Galvagno: ora anche truffa e falso

Pubblicato il 28 Ottobre 2025 da

Un nuovo avviso di conclusione delle indagini notificato dalla Procura di Palermo aggrava la posizione giudiziaria del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno. Al culmine di un’inchiesta già delicata, le nuove contestazioni di truffa e falso si aggiungono alle precedenti ipotesi di reato per concussione e peculato, delineando un quadro accusatorio sempre più complesso e gettando un’ombra sulla più alta carica dell’assemblea legislativa dell’isola.

L’ampliamento del quadro accusatorio

Il nuovo atto giudiziario, che sostituisce quello notificato lo scorso luglio, ridefinisce i contorni dell’inchiesta. Se da un lato scompare l’episodio di corruzione legato ai fondi per il Capodanno a Catania, dall’altro l’indagine si concentra e si espande sull’uso ritenuto improprio dell’auto di servizio. Secondo gli inquirenti, il presidente Galvagno, in concorso con il suo autista Roberto Marino, avrebbe utilizzato la vettura istituzionale per scopi “privati e personali non autorizzati”, sviando di fatto le finalità del servizio.

Le missioni nel mirino della Procura

L’accusa di truffa e falso si sostanzia in una serie di pratiche contestate dalla Procura palermitana. Il capo d’imputazione descrive un sistema in cui sarebbero stati attestati falsamente orari di inizio e fine delle missioni, spese non realmente sostenute e percorsi non corrispondenti a quelli ufficiali. L’obiettivo, secondo l’accusa, era quello di indurre l’amministrazione a erogare rimborsi non dovuti a favore dell’autista. Nel dettaglio, l’avviso elenca ben ventiquattro episodi specifici, relativi a diverse trasferte tra Catania e altre province, caratterizzati da presunti falsi rientri, partenze e spese gonfiate.

Le implicazioni politiche e giudiziarie

La vicenda assume un rilievo che travalica l’ambito strettamente giudiziario, investendo il vertice dell’istituzione regionale. L’aggravarsi delle accuse nei confronti del presidente Galvagno apre inevitabilmente un fronte politico delicato, con possibili ripercussioni sulla stabilità e sull’immagine dell’Assemblea Regionale Siciliana. Mentre il percorso giudiziario prosegue, con la difesa che avrà ora modo di presentare le proprie controdeduzioni, l’attenzione resta alta su una vicenda che intreccia responsabilità personali e ruolo istituzionale ai massimi livelli della politica siciliana.

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