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Il coraggio in una telefonata: dodicenne di Monreale svela l’orrore e fa arrestare la madre

Pubblicato il 27 Ottobre 2025 da

È bastata una telefonata per fermare un incubo che durava da mesi. Con un coraggio che smentisce la sua giovane età, una bambina di appena dodici anni, da un piccolo centro in provincia di Palermo, ha composto il numero di Telefono Azzurro. All’operatore dall’altra parte del filo ha raccontato l’inimmaginabile: lei e suo fratello, di poco più grande, erano costretti a subire e a partecipare ai rapporti sessuali della madre, una donna di trent’anni, e del compagno di quarantaquattro. Un racconto lucido e disperato che ha immediatamente fatto scattare il protocollo d’emergenza, attivando i Carabinieri della compagnia di Monreale.

L’intervento coordinato e gli arresti

La segnalazione, giunta a fine agosto, è stata presa in carico con la massima urgenza dalla Procura della Repubblica di Palermo, che ha coordinato l’azione dei militari. La priorità assoluta è stata la messa in sicurezza dei due fratelli: in meno di quarantotto ore, sono stati prelevati dall’ambiente familiare e trasferiti in una comunità protetta, lontano dai loro aguzzini. Raccolti gli elementi necessari, le indagini hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. La madre e il compagno sono stati arrestati con la pesantissima accusa di atti sessuali in concorso ai danni di minori, aggravata, per la donna, dal vincolo di parentela che la legava alle vittime.

Un fenomeno allarmante nel tessuto sociale

Questa storia si inserisce in un quadro desolante, quello della violenza sui minori consumata all’interno del nucleo familiare, spesso caratterizzato da degrado sociale e culturale. Come tristemente ricordato dall’associazione Meter, solo nel corso del 2024 sono stati segnalati in Sicilia ben 600 casi di abusi sessuali su minori tra le mura domestiche. Un dato che evidenzia l’esistenza di un fenomeno criminale allarmante, in cui, come in questo caso, le madri possono diventare complici o dirette responsabili, configurando quella che gli esperti definiscono la “pedomamia”. Gli inquirenti, inoltre, non escludono l’ipotesi che gli abusi subiti dai due fratelli siano stati filmati o fotografati, un dettaglio che, se confermato, aggiungerebbe un ulteriore livello di orrore alla vicenda. Nel frattempo, l’associazione di consumatori Codacons ha già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento, a testimonianza della ferita inferta all’intera collettività.

La speranza oltre l’orrore

La vicenda di Monreale, nella sua drammaticità, lascia emergere un potente messaggio di speranza. Dimostra come, anche nelle situazioni più buie, il coraggio di una singola persona, per quanto piccola, possa innescare un processo di giustizia e salvezza. Il ruolo di presidi come Telefono Azzurro si conferma fondamentale quale ancora di salvezza per chi non ha voce. Mentre i due fratelli iniziano un difficile percorso di recupero psicologico, la giustizia è ora chiamata a fare il suo corso, affinché il tradimento più crudele, quello perpetrato da chi avrebbe dovuto proteggerli, non rimanga impunito.

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