bus elettrico

Enna, la sfida della mobilità: Legambiente indica la via tra bus elettrici e piste ciclabili

Pubblicato il 27 Ottobre 2025 da

Nel dibattito sulla mobilità a Enna, che si anima in vista delle prossime elezioni amministrative, interviene con una nota decisa Legambiente. L’associazione ambientalista del Circolo degli Erei mette dei punti fermi, richiamando l’attenzione su strumenti di pianificazione già esistenti e delineando una visione pragmatica e sostenibile per il futuro dei trasporti cittadini.

Il Pums, punto di partenza imprescindibile

Qualsiasi discussione seria, secondo Legambiente, non può che partire da un documento fondamentale che la città già possiede. Si tratta del Pums, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che Enna ha adottato insieme alla vicina Caltanissetta, un caso quasi unico in Italia. Questo piano, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale lo scorso 27 luglio, non è un semplice documento aggiuntivo, ma uno strumento strategico che «si basa sugli strumenti di pianificazione esistenti e tiene in debita considerazione i principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare… le necessità di mobilità». Il Pums è, inoltre, pienamente operativo, avendo già ricevuto la Valutazione Ambientale Strategica con decreto dell’Assessore Regionale.

No a soluzioni faraoniche: i dubbi su scale mobili e affini

Legambiente esprime poi forti perplessità riguardo a proposte che ciclicamente riemergono, come scale mobili o sistemi meccanizzati simili per collegare Enna alta ed Enna bassa. Le criticità, sottolinea l’associazione, sono notevoli: primo fra tutti «l’enorme dislivello da superarsi», che richiederebbe impianti imponenti e costosi. A questo si aggiunge una riflessione sui flussi di utenza, giudicati «del tutto poco probabile per una città dalle dimensioni di Enna», rendendo l’investimento difficilmente sostenibile sia in termini economici che di manutenzione.

La proposta: bus elettrici, ciclabili e parcheggi scambiatori

La strada da percorrere, per gli ambientalisti, è un’altra, più concreta e moderna. La vera svolta consisterebbe nell’implementare un sistema di trasporto pubblico basato su «mezzi elettrici, di dimensionamento ottimale per le strade ennesi». Questi mezzi dovrebbero essere strettamente collegati a una rete di parcheggi scambiatori, posizionati in punti strategici e facilmente accessibili dalle principali arterie stradali. Parallelamente, diventa cruciale ridefinire e potenziare la rete ciclabile, estendendola per connettere efficacemente i due centri urbani e spingendosi fino a Pergusa, garantendo sempre la massima sicurezza per chi si muove in bici o con i monopattini.

Verso una mobilità di comunità

L’ultimo, ma non meno importante, appello di Legambiente riguarda il metodo. Un progetto di mobilità, per avere successo, non può essere calato dall’alto. È essenziale che il percorso sia condiviso. Solo attraverso «la concertazione diffusa, parallela ai canali istituzionali», si può sperare di trasformare la mobilità sostenibile di una città in una vera e propria “mobilità di comunità”, sentita e partecipata da tutti i cittadini.

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