Lidai Di Gangi

Il “cold case” che svela il regime: Salvo Palazzolo al Majorana-Cascino di Piazza Armerina

Pubblicato il 21 Ottobre 2025da

Un appuntamento formativo che sarà anche una lezione di storia civile e un atto di memoria dovuto. L’Istituto di Istruzione Superiore Majorana-Cascino di Piazza Armerina ospiterà il prossimo 15 dicembre il noto giornalista e scrittore Salvo Palazzolo. L’incontro è dedicato al suo ultimo e potente romanzo-inchiesta, un lavoro che riporta alla luce un cold case rimasto nell’ombra per novant’anni e che svela i meccanismi perversi di un regime liberticida. Un’iniziativa che non è solo letteratura, ma indagine sul passato per comprendere il presente.

Femminicidio di Stato: l’Ombra del Silenzio

Il libro di Palazzolo è, a tutti gli effetti, la ricostruzione documentata di un vero e proprio femminicidio di Stato. Una tragedia che si consumò sotto il peso di un sistema politico che negava la verità e soffocava ogni voce critica. Come ha sottolineato la Dirigente dell’Istituto, Lidia Di Gangi (nella foto), l’evento rappresenta «Un’occasione per riflettere su giustizia, memoria e responsabilità, restituendo voce a chi è stata troppo a lungo negata». Parole che inquadrano perfettamente lo spirito dell’iniziativa: non solo un momento didattico, ma un’opportunità per studenti, docenti e cittadinanza di confrontarsi con temi di alto impatto etico e sociale.

Lidia Di Gangi: La Storia si Fa Impegno

L’evento si terrà presso i locali dell’IIS Majorana-Cascino e si configura come un vero e proprio incontro formativo imperdibile. L’obiettivo della scuola, guidata dalla Dirigente Di Gangi, è chiaro: trasformare la conoscenza della storia in impegno civile. Non basta studiare i fatti, bisogna analizzarli e trarre da essi una lezione. Palazzolo, autore e “voce della memoria civile”, offrirà il suo contributo per capire come l’oscuramento della verità in nome del potere possa ripetersi, in forme diverse, anche oggi. L’iniziativa, aperta a tutti, promette un dibattito intenso e necessario su temi come la libertà di stampa, la violenza di genere e la responsabilità individuale e collettiva di fronte alle ingiustizie. La storia, insomma, torna nelle aule per ricordarci che la vigilanza non è mai troppa e che la memoria è il nostro primo baluardo contro l’oblio.

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