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Ospedale Chiello, un grido d’allarme unanime dal Consiglio comunale. I responsabili dell’ASP assenti

Pubblicato il 14 Ottobre 2025da

Un’assise compatta, preoccupata, che per una sera ha messo da parte le divisioni politiche per lanciare un messaggio forte e unitario in difesa dell’ospedale Michele Chiello. Il consiglio comunale straordinario di Piazza Armerina, tenutosi ieri sera, ha fotografato una situazione drammatica, sull’orlo del collasso, ma ha anche acceso un faro sulla necessità di una strategia condivisa per garantire un futuro al presidio. Una discussione accorata, segnata dalla “pesante” assenza dei vertici dell’Asp, definiti i “reali interlocutori” mancati del dibattito.

Una diagnosi spietata: reparti al collasso
Ad aprire le danze è stato l’assessore alla Sanità, Concetto Arancio, che ha tracciato la cronistoria di un declino inesorabile. L’ospedale, un tempo eccellenza provinciale, oggi è ridotto all’osso. La sua analisi, confermata da più voci, è stata impietosa: Medicina è “completamente priva di personale medico strutturato” , Pediatria si regge su “un solo medico” con enormi buchi nella reperibilità, e Ortopedia è affidata a “un unico chirurgo” costretto a un lavoro sovrumano. Una crisi confermata dall’interno dal consigliere Vullo, che ha raccontato di professionisti “scappati letteralmente via” a causa di turni insostenibili.

Il vero problema non sono i posti letto, ma i medici
Su un punto, maggioranza e opposizione hanno trovato una sintesi perfetta: il cuore del problema non è tanto il numero di posti letto, ma la “gravissima e ormai cronica mancanza di personale”, come sottolineato dal consigliere Di Seri. Un concetto ribadito con forza dalla consigliera Vagone: “Il personale non c’è”, e questa è la causa primaria delle liste d’attesa infinite. Un paradosso, se si pensa a eccellenze come la Radiologia, che potenziando l’organico è riuscita ad “azzerare le liste d’attesa”, portando una Tac da un anno a una settimana. La domanda, allora, è perché i concorsi vanno deserti. La risposta, amara, è che Piazza Armerina non è “appetibile” per i giovani medici, che temono presidi piccoli e a rischio chiusura.

Tra proposte concrete e battaglie politiche
Il dibattito non si è fermato alla denuncia. Dalla consigliera Sarda è arrivata una proposta innovativa: trasformare il Chiello in un polo di Ematologia, sfruttando le quasi 11.000 unità di sangue raccolte in provincia. Una “vocazione”, una specializzazione che, secondo il sindaco Nino Cammarata, è l’unica via per rendere l’ospedale attrattivo. Sul fronte politico, il consigliere Azzolina ha rivendicato l’impegno del suo partito a livello regionale, con interpellanze e interrogazioni , mentre l’onorevole Stefania Marino ha allargato lo sguardo, denunciando i tagli sistematici alla sanità nazionale e criticando i criteri del Decreto Balduzzi, inadatti a un territorio complesso come quello siciliano.

Una strategia unitaria per il futuro
A chiudere i lavori è stato il sindaco, Nino Cammarata. Dopo aver espresso profondo rammarico per l’assenza dell’Asp , ha messo in chiaro che la battaglia non è una “guerra tra poveri” contro altri ospedali, ma una lotta contro il depauperamento dell’intera sanità provinciale. Pur accogliendo con cautela l’ultima bozza della rete ospedaliera, più favorevole, il primo cittadino ha gelato gli entusiasmi: “Finché non vediamo il decreto, non ci crediamo”. La proposta, approvata dall’assise, è ora quella di redigere un documento unitario contenente tutte le richieste, per dare più forza all’azione politica della città. Un appello alla responsabilità e alla programmazione, perché, come ha chiosato l’assessore Arancio, la sanità deve avere come priorità “la cura delle persone prima dei bilanci”.


A Piazza Armerina, un Consiglio comunale straordinario ha lanciato un grido d’allarme per la situazione critica dell’ospedale Chiello. Maggioranza e opposizione unite nel denunciare la gravissima carenza di medici, causa di reparti al collasso e liste d’attesa infinite. Dal dibattito è emersa la proposta di specializzare il presidio per renderlo più attrattivo. Il Consiglio approverà un documento unitario con le richieste da inviare

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