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Enna, l’ASP al progetto Acceleratore dell’Innovazione nelle Case della Comunità”.A Piazza Armerina i referenti nazionali visitano il presidio «Chiello»

Pubblicato il 6 Ottobre 2025 da

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna guarda al futuro e lo fa sposando l’innovazione. L’ente ha infatti aderito al Laboratorio Nazionale «Acceleratore dell’Innovazione nelle Case della Comunità», un’iniziativa di respiro nazionale pensata per valorizzare e diffondere i modelli innovativi di assistenza territoriale. Questo importante progetto si è concretizzato in un incontro che si è tenuto lo scorso 30 settembre proprio a Piazza Armerina, dove i responsabili nazionali del Laboratorio hanno visitato la Casa della Comunità, situata all’interno del Presidio «Chiello» e si sono confrontati con medici e operatori. Un momento di ascolto prezioso per tutti, che conferma l’impegno concreto dell’ASP di Enna nel promuovere una sanità moderna e vicina ai cittadini.

L’esempio della sanità ennese diventa modello nazionale

Il Laboratorio Nazionale, attivo su tutto il territorio italiano, ha un obiettivo chiaro: monitorare le innovazioni più significative che nascono e si sviluppano quotidianamente nelle Case della Comunità. Un lavoro di squadra, dove i risultati e i processi vengono valutati direttamente insieme agli operatori che vivono la realtà sul campo. Durante l’incontro armerino, la dottoressa Rosaria Colletto, direttore del Distretto Sanitario di Piazza Armerina, ha raccontato l’esperienza locale. Un’occasione per condividere buone pratiche e dimostrare come anche in un contesto locale sia possibile fare la differenza. «Nel febbraio 2025 la Casa della Comunità di Piazza Armerina è stata presentata a istituzioni e cittadini», ha spiegato la dottoressa Colletto. «Alla presenza del Direttore Generale, dott. Mario Zappia, sono state illustrate le funzioni e i servizi che questo nuovo modello organizzativo offre al cittadino». Un sistema che si basa sulla sinergia tra diverse figure professionali, per un’assistenza personalizzata e di alta qualità.

Medici, infermieri e volontari per una sanità di prossimità

Il cuore pulsante di questo modello sono i Medici di Medicina Generale, organizzati in Aggregazioni Funzionali Territoriali. Il loro ruolo è fondamentale, perché rappresentano il primo punto di contatto con il paziente e l’anello di congiunzione tra le varie professionalità. Accanto a loro, lavorano gli Infermieri di Comunità, gli Assistenti Sociali, gli OSS e i Medici specialisti ambulatoriali. Un team multidisciplinare che garantisce un percorso di diagnosi e cura personalizzato, dalla prima accoglienza alla valutazione dello stato di salute, fino all’esecuzione di esami diagnostici. Questo modello assistenziale serve un bacino d’utenza di circa 48.000 cittadini, residenti nei Comuni di Piazza Armerina, Aidone, Barrafranca e Pietraperzia. E per il futuro c’è un’altra importante novità: a breve sarà firmato un protocollo d’intesa con le associazioni di volontariato. L’obiettivo è chiaro: coinvolgere le forze civiche nel processo gestionale, creando una sanità partecipata e ancora più vicina ai bisogni reali della comunità.

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