L’ordinanza Musumeci e lo sbarco su Marte

L’ordinanza Musumeci e lo sbarco su Marte
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È fatto divieto di assembramento mediante il prolungato stazionamento nei luoghi pubblici o aperti al pubblico quali, a titolo esemplificativo, le strade, le piazze e i parchi”. Questa è la frase inserita nell’ultima ordinanza di Musumeci che purtroppo ci riporta a marzo di quest’anno, quando divenne evidente che avremo trascorso molto tempo senza vedere amici e parenti.
In sé l’ordinanza non è così restrittiva ma il “divieto di assembramento mediante il prolungato stazionamento nei luoghi pubblici” per molti significherà dover rinunciare alla chiacchierata con gli amici o alla passeggiata pomeridiana. Non si potrà, fino al 31 ottobre, sostare davanti ai bar e intrattenersi a discutere su una panchina, socializzare diventerà molto più complicato. Penso alle persone più anziane e sole che è proprio nel quotidiano rapporto con gli altri che trovano conforto, l’ennesimo periodo di restrizioni sarà per loro ancoro più duro.

MAGGIORE RISPETTO PER GLI ALTRI
Non solo gli anziani potrebbero avere problemi. Il lock down di alcuni mesi fa ha fortemente segnato molte persone e lo sa benissimo chi svolge professioni legate alla salute mentale che ha visto i propri pazienti aumentare a causa di patologie innescate dall’isolamento fisico.
In ogni caso esiste un dato di fatto indiscutibile che è stato messo in luce dal lock down:  per gli individui vivere fisicamente lontano dalla comunità non è una situazione priva di sofferenze . Questo dovrebbe insegnarci ad avere maggiore rispetto gli uni per gli altri e minore interesse a evidenziare gli errori di chi ci sta attorno quasi a giustificare i nostri e a sottolineare i vizi degli altri quasi a sminuire quelli che noi permettiamo a noi stessi. In fin dei conti basterebbe ricordarsi ogni tanto che quando puntiamo il dito contro qualcuno  almeno tre dita della nostra mano puntano verso di noi.

MUSUMECI E LO SBARCO SU MARTE
“Entrato in produzione il vaccino anticovid, milioni di dosi verranno presto distribuite”,questa è la notizia che tutti aspettiamo venga letta dai giornalisti di tutto il mondo in apertura dei telegiornali. La più attesa, quella che ci inchioderà alla televisioni per ore, così come nel luglio del 1969 tenne l’umanità inchiodata alla TV lo sbarco sulla Luna e come sicuramente ci inchioderà fra qualche decennio lo sbarco su Marte. La citazione non è casuale perché queste grandi imprese sono in fin dei conti metafore della vita di ognuno di noi e lo sono soprattutto rispetto alle sfide che l’umanità sarà costretta  a sostenere nei prossimi anni. Dal Covid19 ai cambiamenti climatici occorrerà unirsi per uscirne vincenti anche perché è più che evidente che la sconfitta in queste sfide equivale all’estinzione della nostra specie.
Non so se riuscirò a vedere lo sbarco su Marte in Tv, mi accontenterei anche di vedere il mondo fare un passo indietro e recuperare lo spirito con cui la mia generazione ha vissuto nel periodo che va dagli anni ’60 alla caduta del muro di Berlino. Anni i cui si guardava al futuro solo in maniera positiva, non c’erano solo problemi da risolvere ma anche sfide da vincere,  e molti di noi  sapevamo che avrebbero dovuto fare la loro parte. Era per questo, avendo molto più senso di appartenenza alla comunità, che si ci impegnava per riuscire  senza mai calpestare gli altri. Non tutti, non sempre ma nella maggior parte dei casi era così.

Il presidente della Regione Nello Musumeci oggi ci impone regole più restrittive, potrebbe esserci anche un altro lock down totale. Iniziamo allora a prendere la cosa non come un problema ma come una sfida. Alla fine, magari cambiando atteggiamento,  anche noi metteremo piede su Marte.

Nicola Lo Iacono

 

 

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