Ricordi del passato: Alcide De Gasperi

Il 19 agosto è stato il 65° anniversario della morte di Alcide De Gasperi che voglio ricordare con questo mio appunto. Il nostro sistema parlamentare  previsto dalla  Costituzione ne fissa in cinque anni la durata, al termine della quale il popolo ritorna alle urne per giudicare, con un nuovo voto, l’attività del governo. Il programma elettorale dovrebbe essere realizzato nel corso del quinquennio, e non nell’arco di pochi mesi, tenendo anche  conto che la rappresentanza parlamentare eletta non deve essere condizionata da altri dati elettorali non omogenei, né dai sondaggi. Un governo eletto con il sistema elettorale dovrà trovare la propria legittimazione con il voto della maggioranza dei  componenti del Parlamento,che valuterà gli accordi programmatici concordati.

Questa fase, con un linguaggio tutto italiano, da un po’ di tempo viene alternativamente chiamata “inciucio”, creando forti tensioni sia nel Parlamento  che nel Paese. Il sistema elettorale proporzionale  consente anche ad un solo partito che ottiene la maggioranza dei seggi, di eleggere un governo monocolore. Un caso che in circa 80 anni di democrazia si è verificato soltanto una volta: la vittoria della Democrazia Cristiana in occasione delle elezioni del 18 aprile 1948. La larga vittoria, sia alla Camera che al Senato, non venne usata dalla D.C.per dar vita a un Governo monocolore, ma ad un quadripartito formato dalla Democrazia Cristiana (9 Ministri), da Unità Socialista ( 3 Ministri e Vice Presidenza del Consiglio), Partito liberale ( 2 Ministri e Vice Presidenza dl Consiglio) , Partito Repubblicano ( 1 Ministro) e anche 2 Ministri indipendenti.

I seggi conquistati nei due rami del Parlamento erano stati 436 per la D.C.,43 per Unità socialista, 26, per il PLI e 15 per il PRI. Ai tre raggruppamenti, che nel loro insieme raggiungevano il 20%,  la D.C. con nove Ministeri, ne  attribuì agli altri partiti ben sei, riservandone anche altri due a personalità indipendenti. Ma a gestire questa operazione un personaggio che il nostro paese non dovrebbe mai dimenticare: Alcide De Gasperi, al quale si deve l’ottimo inizio della nostra democrazia, la sollecita ricostruzione del nostro Paese distrutto dalla guerra, il boom economico degli anni ‘50 ed essere stato l’artefice di quel sogno Europeo, tradito dai successori. Una lezione d’altri tempi.

Angiolo Alerci

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