Ieri la festa dell’arma dei carabinieri: 205° annuale di fondazione

Nel pomeriggio di ieri, 5 giugno 2019, presso la Caserma “Gallo”, sede del Comando Provinciale Carabinieri di Enna, si è svolta la Festa dell’Arma, in concomitanza del suo 205° anniversario dalla fondazione. I Carabinieri, in origine, erano soldati scelti, a piedi o a cavallo, equipaggiati di carabina, istituiti, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo in Inghilterra e, quasi in concomitanza, in Francia; inquadrati in reparti di cavalleria, di cui, molto probabilmente, costituirono una specialità (ossia tiratori scelti), ebbero ordinamento proprio solo a far data dal 1693, quando, in Francia, furono riuniti in speciali ed autonomi squadroni.

Squadroni di Carabinieri furono istituiti nel secolo XVIII anche in Prussia, Russia, Austria-Ungheria ed in Spagna, dove, nel 1829, venne creato un Corpo speciale, denominato “Carabineros” (da non confondere con i colleghi cileni di oggi, questi ultimi addestrati, agli inizi del secolo precedente, da un Maggiore dei Carabinieri italiani), a cui fu affidato il compito di reprimere il contrabbando e di vigilare le coste. Nel Regno Sardo-Piemontese i precursori del Corpo dei Carabinieri Reali sono da ricercare nelle tre compagnie di Dragoni, istituite, nel 1726, a Pinerolo (TO), da Vittorio Amedeo II, perché vigilassero sulla sicurezza pubblica, e nel Corpo Militare di Polizia, istituito nel 1791, da Vittorio Amedeo III per assolvere ai compiti di tutela della pubblica sicurezza nelle province di Novara, Vigevano e Lornellina. Nel 1814, il 13 luglio, Vittorio Emanuele I con le Regie Patenti, istituì il “Corpo dei Carabinieri Reali”, per distinguerlo dagli altri Reparti “Carabinieri”.

Con l’approssimarsi dell’Unità d’Italia, come efficacemente ricordato da Giuseppe Tommasi di Lampedusa nella sua celeberrima opera letteraria, i Carabinieri sbarcano anche in Sicilia; nel romanzo fu il prefettizio astigiano Ajmone di Chevalley di Monterzuolo, durante un’introspettiva riflessione seguita ad un incontro con il Principe Fabrizio Corbera, ad auspicare la venuta degli efficienti Carabinieri nell’Isola.  Il Corpo dei Carabinieri di Sicilia fu istituito nel corso dell’impresa dei Mille, che vide Garibaldi assumere il controllo dell’Isola in nome di Vittorio Emanuele Re d’Italia (Decreto di Salemi del 14 maggio 1860) ed era articolato in un Deposito Generale, uno Squadrone di Cavalleria e due Reggimenti (uno di stanza a Palermo ed uno a Messina), ognuno elevato al rango di Colonnello e suddiviso, secondo l’ordinamento dei Carabinieri Reali Piemontesi, in Divisioni, Compagnie, Luogotenenze e Stazioni, con un organico complessivo di 73 ufficiali, 2327 militari di truppa ed allievi (dei quali 335 sottufficiali e 30 musicanti). Entrare nei Carabinieri, ora come allora, non era affatto semplice; oltre ai certificati civili e politici (rilasciati dall’Autorità di pubblica sicurezza) e di buon costume (rilasciati dal parroco del luogo di provenienza dell’aspirante) bisognava avere un’età non inferiore ad anni venti e non maggiore di quaranta, occorreva una costituzione fisica sana e robusta (essere alti almeno 1 metro e 65 per la specialità “a piedi” e un metro e 72 per la specialità “a cavallo”),  un comportamento onesto ed irreprensibile ed infine saper correttamente leggere e scrivere.

La cerimonia odierna presso il Comando Provinciale di Enna, nella sua semplice sobrietà, ha ripercorso idealmente quelle tappe; il Colonnello Saverio Lombardi, Comandante Provinciale, a reparti schierati, salutati calorosamente i presenti alla cerimonia, ha reso noto il consuntivo del lavoro svolto dai Carabinieri nella Provincia Ennese, elogiando l’operato degli uomini e delle donne dell’Arma che, ogni giorno, assicurano, con il proprio costante e vigile servizio, la sicurezza pubblica e la legalità nel territorio, assicurandone la fedeltà d’intenti, auspicandone la granitica solidità morale e garantendone deontologicamente l’onestà intellettuale. Un pensiero riconoscente è stato rivolto ai Caduti per servizio, alle famiglie, spesso lontane e trascurate, ai militari in servizio ed in congedo, agli ospiti odierni, ai cittadini, struttura portante di una società in divenire e gravata dall’imponderabile; a costoro i Carabinieri si affiancano nell’anelito di crescita civile del Paese.

Nel corso della cerimonia sono stati consegnati attestati di benemerenza ai militari distintisi in particolar modo nelle operazioni di servizio condotte dal Comando Provinciale ed, al termine della cerimonia, sulle suggestive note dell’Inno Nazionale, intonato dal soprano, Maestra Miriam Ziarna e da tutti i presenti, è stato ammainato il Tricolore, segno tangibile di un’unità nazionale attuale, convinta e doverosa.

Condividi la notizia