Piazza Armerina – Successo di pubblico per la presentazione dell’opera postuma di Ignazio Nigrelli dedicata alla religiosità popolare

Sala gremita lunedì sera nell’ex refettorio del convento di San Pietro per la presentazione del volume “Istituzioni religiose e religiosità popolare a Piazza (1817-1967)”, opera postuma dello storico Ignazio Nigrelli data alle stampe dalla casa editrice romana Terre Sommerse.

Il testo esce nelle librerie a 50 anni dalla sua stesura. Infatti Nigrelli lo aveva scritto tra la fine del 1967 e la prima metà del 1968 in occasione del 150° anniversario dall’erezione della Diocesi di Piazza, ma non lo aveva mai dato alle stampe. I figli, che hanno ritrovato il dattiloscritto nell’archivio di Nigrelli, hanno dunque proposto a Terre Sommerse di pubblicarlo in occasione del bicentenario del vescovado piazzese, ottenendo anche la dotta postfazione di Mons. Rosario Gisana, attuale vescovo di Piazza.

A discutere del libro su invito della Parrocchia di San Pietro guidata da padre Bartolotta in occasione dei festeggiamenti per la festa del santo che si concluderanno il 29 giugno, sono stati don Pino Giuliana, sacerdote di Riesi che aveva curato 50 anni fa il libro commemorativo per il 150° e il prof. Salvatore Adorno, docente di Storia contemporanea al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. Ha concluso mons. Gisana.

Per tutti i relatori, nonostante siano trascorsi 50 anni dalla stesura, il testo di Nigrelli è ancora di grandissimo interesse soprattutto perché contiene tre capitoli: sulle confraternite di Piazza, sui festeggiamenti patronali e sulle feste religiose popolari.

Ancora oggi, infatti, nessun altro ha mai approfondito dal punto di vista storico la storia delle confraternite che nell’Ottocento impegnavano quasi 5000 uomini a Piazza, cioè la quasi totalità dei maschi in età lavorativa e le tradizioni processionali piazzesi.

Padre Giuliana ha sottolineato l’importanza delle religiosità popolare che pure tante volte è stata vista con sospetto dalle istituzioni religiose e, commentando il testo di Nigrelli, ha messo in risalto come lo storico piazzese già 50 anni fa osservava una perdita di significato religioso delle processioni, anche di quella della Madonna delle Vittorie che cominciava già allora ad essere soppiantata, all’interno delle manifestazioni per la patrona, dal Palio dei Normanni, cioè da un evento che non ha carattere religioso e che fa riferimento a una tradizione priva di fondamento storico.

Il prof. Adorno ha invece posto l’accento sugli aspetti antropologici dello studio di Nigrelli su Confraternite e religiosità popolare dimostrando che il testo offre uno spaccato unico sulla società piazzese tra Seicento e Ottocento. Infatti il libro è un erudito studio dei Capitoli, cioè degli statuti, di una ventina tra le 32 confraternite di Piazza che Nigrelli aveva salvato dalla spazzatura nel 1967. Da questi documenti si comprende il sistema di solidarietà sociale organizzato attraverso le confraternite e come tutte le classi sociali fossero coinvolte in esse.

In relazione alle processioni, Adorno ha espresso un pensiero che ha suscitato qualche perplessità tra i rappresentanti ecclesiastici, cioè che anche la evoluzione delle processioni in fatti non più espressione di sentimento religioso, ma folcloristici e, addirittura, turistici, può concorrere a fare riscoprire l’identità delle comunità.

Mons. Gisana, chiudendo la serata, ha evidenziato come papa Francesco abbia recentemente affermato nella Evangelii Gaudium l’importanza della religiosità popolare che è, anche quando non è molto canonica, comunque è espressione di un cammino di fede.

Nella sala accanto all’ex refettorio fino al 29 giugno è allestita una piccola, ma preziosissima mostra di documenti antichi mai esposti al pubblico tra cui documenti relativi alla erezione della Diocesi, ai festeggiamenti per il primo centenario e il 150° e gli statuti di una decina di Confraternite, insieme a una decina di interessanti fotografie. I documenti

Provengono dall’archivio della Diocesi, da quello della Parrocchia e da quelli privati del prof. Nigrelli, del prof. Marco Incalcaterra, del dott. Gigi Lentini e della prof. Salvina Ciffo

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