Gli sviluppi della crisi

Ancora un po’ di tempo è stato richiesto da Di Maio al Presidente della Repubblica, per definire tutti gli  aspetti programmatici e la indicazione del nome proposto per la Presidenza del Consiglio. A parole domenica sera, data ultima consentita dal Presidente della Repubblica per una definitiva comunicazione del risultato delle consultazioni tra Di Maio e Salvini, i due comunicarono che i problemi allo studio erano risolti e si dichiararono pronti all’incontro con il Presidente Mattarella, fissato per il giorno successivo.

Proprio alla fine dei due incontri con il Presidente della Repubblica apparve chiaro che non solo i problemi posti non erano stati definiti,ma altri problemi erano stati rappresentati, specie da Salvini,in un modo molto difficile per essere accettati dalla controparte. In una mia nota pubblicata il 9 maggio su diverse testate on line scrivevo: “Al di là e al di fuori di ogni altra considerazione il comportamento dilettantesco dei due ha notevolmente contribuito a complicare la possibile sollecita soluzione della crisi”.

A radicalizzare la posizione di Salvini avrà certamente contribuito la decisione del Tribunale di Milano sulla candidabilità di Berlusconi. Fatto che avevo bene considerasto, come risulta dalla seguente nota da me pubblicata su Facebbok, nella immediatezza della sua comunicazione-

“”LA MAGISTRATURA PUNTUALE COME UN OROLOGIO SVIZZERO

Il Tribunale di Milano, dopo tanti anni di studio, ha annullato il provvedimento di incandidabilità di Berlusconi nel momento in cui le trattative per la formazione del nuovo governo sono nella fase più delicata. Provvedimento che, per la nuova condizione di Berlusconi, avrebbe potuto e potrebbe condizionare i tempi della soluzione della crisi. Provvedimento tenuto nel cassetto e tirato fuori nel momento meno opportuno.

E’ lo stesso Tribunale di Milano che il 21 novembre 1994 fece notificare a Berlusconi a Napoli,Presidente del Consiglio mentre presiedeva i lavori di una Conferenza Internazionale, un avviso di reato per fatti successivamente dichiarati inesistenti.

Il provvedimento odierno poteva benissimo essere reso pubblico tra qualche giorno, così come il provvedimento  adottato nel 1994 poteva essere notificato il giorno successivo a Roma..

Ma certi Magistrati studiano beni i tempi che possono dar loro una maggiore notorietà, anche se in senso negativo.””

Se, come è probabile, l’accoppiata Di Maio-Salvini dovesse fallire, penso che il Presidente della Repubblica non potrà fare a meno di incaricare, per la formazione del nuovo Governo, il Presidente del Tribunale di Milano.

Angiolo Alerci

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